Qualche caso

Sono state più di 600 (627) le istanze a cui il Difensore civico ha risposto nell'anno 2017, un 4% in più rispetto al 2016.

Al primo posto, le istanze di ricorso avverso il diniego di accesso agli atti: sono 118 i cittadini che hanno chiesto al Difensore di intervenire contro il diniego all'accesso sia di tipo documentale che derivante dall'applicazione dalla L. 241/920. In controtendenza rispetto al 2016, le istanze riguardanti i tributi e le sanzioni, che sono passate da 135 a 85. I fatti che i cittadini contestano in questo ambito sono, per lo più, riferiti ad infrazioni del codice della strada e alla mancata rateizzazione di tributi.

Quasi raddoppiate sono invece le istanze in materia di disabilità: 39 i fascicoli arrivati sulla scrivania del Difensore civico nel 2017 rispetto ai 18 del 2016. Il Difensore civico ha, a questo proposito, redatto in collaborazione con l'Università di Ferrara, la guida "Disabilità e diritti" volta proprio ad aiutare le persone con disabilità ad orientarsi nell'intricato mondo dei servizi e delle infrastrutture urbane.

Si riconferma l'atteggiamento positivo delle Pubbliche amministrazioni nei confronti della difesa civica: tanti i casi in cui la tesi del Difensore civico è stata accolta, ma tanti sono anche i casi in cui, pur riconfermando e motivando la loro decisione, le amministrazioni hanno dimostrato spirito di collaborazione. 

 

E' successo che...

 

  • Una signora della provincia di Reggio Emilia, già invalida civile, a gennaio 2013 richiede e ottiene il rilascio del contrassegno disabili. A luglio 2016 chiede al Comune il CUDE (Contrassegno unificato disabili Europeo) ma l’Ente risponde che il termine per la semplice sostituzione del contrassegno “arancione” con il contrassegno europeo è scaduto il 15/09/2015 ed è necessario seguire l’iter amministrativo per il rilascio di un nuovo permesso. La cittadina si rivolge al Difensore civico che scrive al Comune chiedendo di provvedere al rilascio del contrassegno CUDE, ritenendo valido ed efficace il verbale della commissione medico legale che ha certificato una sensibile riduzione della capacità motoria. Il Difensore rimarca inoltre che la signora già in occasione del primo rilascio avrebbe già dovuto avere il contrassegno CUDE con validità fino al gennaio 2018, operazione che solo per questioni organizzative interne all’Ente non era stato possibile eseguire. Il Comune ha accolto al tesi del Difensore civico e rilascio il CUDE alla cittadina.

 

  • Un signore costretto a muoversi in carrozzina doveva percorrere quotidianamente un marciapiede viziato da due enormi buche che lo rendevano del tutto inidoneo al passaggio di una sedia a rotelle. Nonostante l’uomo avesse già segnalato il problema all’amministrazione locale ad agosto 2015, a febbraio 2016 nessun intervento era stato fatto sul marciapiede. Il Difensore civico ha scritto al Comune interessato chiedendo di consentire al cittadino un’agevole mobilità, dal momento che il dislivello tra il marciapiede e la strada appariva eccessivamente alto, in mancanza di uno scivolo ed è obbligo dell’amministrazione comunale provvedere alla rimozione di tutti gli ostacoli. L’amministrazione ha risposto prontamente, spiegando che la sistemazione del marciapiede era già stata prevista l’anno precedente e che i lavori, iniziati a novembre 2015 ma sospesi a causa delle basse temperature, sarebbero ripartiti a marzo. Così è effettivamente stato: in soli tre giorni il Comune ha sistemato il marciapiede e realizzato la rampa.

 

    • Una cittadina emiliano-romagnola si rivolge al Difensore civico perché non ha potuto effettuare una visita oculistica, già prenotata e pagata, in quanto nessuno, se non il medico stesso al momento del check-up, l'ha informata dell’obbligo di togliere le lenti a contatto diverso tempo prima del controllo e l’Ausl competente, ha negato la richiesta di una nuova visita o il rimborso del ticket perché “la prestazione era stata correttamente adempiuta”, dal momento che comunque l’oculista “ha fornito dettagliati chiarimenti sulla miopia e presbiopia, patologie proprie della segnalante”. Grazie all’intervento del Difensore civico, l'Azienda Usl, che nel frattempo aveva già scelto di inserire sul foglio di prenotazione come promemoria la necessità di togliere le lenti a contatto diverso tempo prima della visita oculistica, ha adottato un comportamento corretto e collaborativo e accolto le motivazioni, inviando alla cittadina il modulo per il rimborso del ticket pari ad euro 23.

     

    Altri casi

    Azioni sul documento