Sperimentazione interregionale sulla prevenzione della violenza di genere nei percorsi di istruzione interni al carcere

25.10.2017

Sperimentazione interregionale sulla prevenzione della violenza di genere nei percorsi di istruzione interni al carcere

La prevenzione della violenza di genere all'interno dei percorsi formativi realizzati in carcere: è questo l'obiettivo del progetto interregionale finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità e realizzato dai CPIA negli Istituti Penitenziari di Bologna, Modena e Ancona nell’anno scolastico
2016-2017.

Gli esiti della sperimentazione - che ha preso il via a gennaio 2017 ed è terminata nel mese di luglio - saranno diffusi nell'ambito di un convegno che si terrà il 27 ottobre p.v. in Regione Emilia-Romagna ( il programma (pdf, 354.9 KB)). Il progetto ha previsto l'elaborazione e la produzione di moduli formativi e della relativa strumentazione didattica da poter poi riprodurre in altri contesti educativi. Detenute e detenuti sono stati suddivisi in due percorsi, uno rivolto alle studentesse ed uno rivolto agli studenti, articolati in 12 incontri ciascuno a cadenza settimanale.

Il percorso al maschile

Data la presenza prevalente negli IIPP di popolazione di fede musulmana, in questo ambito è stato pensato un percorso specifico per la popolazione musulmana. Il progetto si rifà alla buona prassi realizzata negli anni passati presso il carcere della Dozza (Bologna) - Diritti Doveri Solidarietà - collocando il tema della parità di genere nell’ambito di una riflessione più generale sul tema dei diritti, a partire dalla Carta universale dei diritti dell’uomo e passando dal confronto su come alcuni diritti specifici vengono concepiti. In particolare il percorso ha trattato:

  • leggi degli uomini e leggi di Dio;
  • il lavoro come valore fondante la società;
  • la salute come diritto e responsabilità;
  • uomo, donna, famiglia;
  • il ruolo della donna nella società di ieri e di oggi: cosa sta combinando;
  • quali diritti per le donne oggi nel nord e nel sud del mondo;
  • scuola e istruzione.

 

Il percorso al femminile

L'itinerario rivolto alle donne è stato progettato a partire dalla accentuata frammentazione culturale e religiosa della popolazione carceraria femminile. In particolare il percorso parte da una partecipazione condivisa su identità e ruolo del femminile e delle donne nelle rispettive culture di appartenenza per arrivare poi al confronto con la Dichiarazione dei diritti universali dell’uomo e con la Costituzione italiana.

In concreto la proposta formativa, a partire dall’esperienza di vita delle partecipanti, si è articolata sulle seguenti aree tematiche:

  • rapporto tra generi, la parità tra uomo-donna. La ratifica del CEDAW (Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna è critica in numerosi paesi dai quali proviene buona parte delle persone immigrate;
  • il lavoro: tema dove si tocca con mano la disparità di genere e che fa emergere questioni rilevanti;
  • la maternità tema a cui si agganciano questioni rilevanti quali quella della salute e dell’educazione dei figli, in considerazione del rischio di trasmettere modelli discriminanti nell’educazione delle figlie.

 

Il progetto ha previsto anche il coinvolgimento del territorio, articolato su due diversi livelli. Nel primo livello è stato il territorio ad entrare in carcere, attraverso la presenza del personale di polizia penitenziaria, insegnanti del CPIA, volontari delle associazioni presenti, mediatori culturali, educatori. Il secondo livello ha previsto la partecipazione di personale dell’Amministrazione Penitenziaria e/o volontari che operano in carcere agli incontri in qualità di “uditori”, consentendo ai detenuti-studenti di confrontarsi con persone che vivono e testimoniano con il loro lavoro quei principi di parità e rispetto delle differenze oggetto del percorso didattico. 

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