Ricerca sul tema “Presa in carico dei soggetti devianti e Terzo settore”

Realizzareuna ricognizione esauriente delle dimensioni e delle potenzialità del cosiddetto Terzo settore regionale nella presa in carico di adulti maggiorenni provenienti dal circuito penale, analizzare le attività concretamente promosse e realizzate da questi soggetti con specifico riferimento alle risorse messe in campo da volontariato, associazionismo e cooperazione sociale, valutare le caratteristiche e i risultati raggiunti.

Questi gli obiettivi della ricerca, promossa nel 2012 dall’ufficio della Garante, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Bologna, sul tema della “Presa in carico dei soggetti devianti (detenuti, internati, persone sottoposte a misure alternative) e Terzo settore: lo stato attuale nel territorio regionale dell’Emilia-Romagna”.

Frutto dell’Accordo di collaborazione di durata triennale stipulato nel 2011 e terminato nel 2014, la ricerca si è conclusa con la produzione di due Report.

Il primo, presentato in Assemblea legislativanel febbraio 2015, ha scattato una fotografia dell’esistente ed individuare elementi utili per una valutazione quali-quantitativa dell’intervento del Terzo settore in Emilia-Romagna. A conclusione delle attività previste, la ricerca ha mostrato che in Emilia-Romagna sono 170 i soggetti non profit che ogni giorno operano al recupero di persone detenute o ex detenute - 60 associazioni, 80 cooperative sociali e 30 parrocchie - alle quali si aggiungono le aziende che effettuano inserimenti lavorativi di persone provenienti dal circuito penale. Grandi sono dunque le potenzialità che la nostra regione esprime nella presa in carico dei soggetti devianti, anche nel caso di persone con problemi di tossicodipendenza e psichiatrici, ma per poterle esprimere occorrerebbe un lavoro di rete, un costante, reciproco scambio. Come favorirlo, attraverso quali strumenti concretizzarlo, come monitorare le azioni del cosiddetto “privato sociale” in tema di reinserimento dei devianti, sono questioni che la ricerca individua e lascia in gran parte aperte.

Il secondoreport, prodotto a fine 2015, parte dall'interrogativo "quale spazio di agibilità per le pratiche trattamentali extramurarie?" e prende in esame tre ambiti tematici. Il primo riguarda le misure alternative alla detenzione, dove è dedicata particolare attenzione alla questione degli interventi e dei servizi sociali nella crisi-trasformazione del sistema dello stato sociale. Il secondo nucleo affrontato è quello delle misure di sicurezza per prosciolti infermi: a tale proposito, viene percorso il processo normativo e organizzativo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. Il terzo nodo trattato è infine relativo alle misure di sicurezza per condannati pericolosi, dove si dibatte sia la questione attuale della durata massima, che la prospettiva auspicata della definitiva cancellazione di tale forma detentiva.

 

 


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