Elezioni europee: con la Brexit, quanti europarlamentari eleggiamo in Italia?

Dopo il referendum del 2016 sulla Brexit si è posto il problema della riassegnazione dei 73 seggi spettanti al Regno Unito una volta effettiva l'uscita dell'Unione europea. Visto che nel Trattato di Lisbona si era stabilito di diminuire gradualmente nel corso del tempo il numero dei parlamentari, si è infine deciso di riattribuirne soltanto una quota (27) tra i paesi aderenti all’Unione europea. La restante parte è stata, per così dire, accantonata in proiezione di eventuali futuri allargamenti dell’Unione.

L'uscita del Regno Unito ha comportato quindi il cambio dei numeri dell'parlamento UE. Gli eurodeputati scendono da 751 a 705. Dalla redistribuzione dei 27 seggi rimasti, Francia e Spagna sono quelli che ne guadagnano di più (+5), seguiti da Italia e Olanda (+3), Irlanda (+2) e un europarlamentare in più a testa per Polonia, Romania, Svezia, Austria, Danimarca, Slovacchia, Finlandia, Croazia ed Estonia. I tedeschi restano il gruppo più numeroso (96 eurodeputati) pur non guadagnando nessun seggio in seguito alla Brexit.

Così l’Italia ha visto potenziata la propria rappresentanza da 73 a 76 seggi, assegnati alle diverse Circoscrizioni elettorali sulla base del censimento 2011. Pertanto, le circoscrizioni elettorali hanno visto loro assegnati con Decreto del Presidente della Repubblica del 22 marzo 2019 i seguenti seggi:

·         Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia): 20;

·         Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna): 15;

·         Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio): 15;

·         Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria): 18;

·         Italia insulare (Sicilia, Sardegna): 8.

Rispetto alla precedente competizione del 2014, le circoscrizioni Nord-est, Centro e Sud beneficiano, ciascuna, dell’incremento di un seggio.

Il Regno Unito non è però uscito dall’UE prima delle elezioni europee e quindi i cittadini britannici sono andati al voto come tutti gli altri elettori dei paesi europei.

Quindi, come si è risolta?

Gli eletti nel Regno Unito sono stati sostituiti dai colleghi degli altri Paesi nel momento in cui è stato efficace il recesso. L’Unione europea ha posticipato la data per il recesso del UK dall’Unione al 31 gennaio 2020, dopo che il Parlamento britannico non è riuscito a trovare un accordo entro marzo 2019, come previsto dai Trattati, e nemmeno entro ottobre 2019, il primo posticipo. Nel frattempo, i parlamentari europei britannici neoeletti non hanno esercitato le loro funzioni di componenti dell’assemblea.

Sulla base di una sentenza della Cassazione in merito, per l'Italia sono le Circoscrizioni Nord Est, Centro e Sud a vedersi assegnato un parlamentare in più a Brexit avvenuta, per le liste di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Quest'ultimo partito esprime l'eurodeputato Sergio Berlato per la circoscrizione Nord-orientale che include l'Emilia-Romagna.

 

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