Agenda 2030, come si comporterà l'UE sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile?

Nel febbraio 2019, le Commissioni  DEVE (Sviluppo) e ENVI (Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare) hanno tenuto un'audizione pubblica congiunta per discutere delle azioni strategiche sul futuro dell’Europa riguardo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS).

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Aggiornamento: In una risoluzione adottata il 14/03/2019, il Parlamento europeo ha presentato le proprie proposte sulla strategia di riduzione delle emissioni a lungo termine dell'UE. Maggiori informazioni qui.

Le due Commissioni hanno deciso di cooperare per rafforzare il ruolo del Parlamento europeo nel promuovere un'attuazione trasversale più ambiziosa dell'Agenda 2030. Il 2019 sarà infatti nel complesso un anno in cui i progressi degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) saranno rivisti in occasione del vertice delle Nazioni Unite di settembre, oltre che nelle riflessioni dell’Europa sul proprio operato e sulla programmazione futura.

 Fonte: http://www.wwf.eu/?uNewsID=304730 wwf sdgs 2  

Fonte: WWF EU

Uno sguardo all’indietro: alcune delle principali tappe verso gli OSS 

  • Nel settembre 2015, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato l’Agenda 2030, una nuova agenda per lo Sviluppo Sostenibile incentrata su 17 Obiettivi da raggiungere entro il 2030;

  • Nel novembre 2016, la Commissione ha adottato una comunicazione sui "prossimi passi per un futuro europeo sostenibile", un quadro del contributo dell’Unione europea per l’applicazione dell'Agenda 2030 ed ha annunciato il lancio della piattaforma multi-stakeholder di alto livello con un ruolo nel follow-up e nello scambio di buone pratiche;

  • Nel gennaio 2019, la Commissione ha pubblicato un documento di riflessione “verso un'Europa sostenibile entro il 2030” (un “reflection paper”) all’interno del dibattito sul futuro dell'Europa.

L’adozione di una strategia di Sviluppo Sostenibile per l’Europa

L’incontro si apre con l’introduzione della presidente della Commissione Sviluppo Linda McAvan che focalizza l’attenzione sull’importanza dell’adozione da parte dell'UE di una strategia globale. Le due Commissioni hanno realizzato congiuntamente una relazione strategica sull'attuazione degli OSS, votata il 27 febbraio e che sarà poi adottata in plenaria a marzo. Tale relazione si sviluppa in risposta al documento di riflessione della Commissione sullo Sviluppo Sostenibile, documento presentato anche nella fase iniziale dell’audizione dal primo vicepresidente Timmermans. Riportando le sue parole “Lo sviluppo sostenibile inizia e finisce con le persone, si tratta di rendere la nostra economia e la nostra società allo stesso tempo sostenibili e prospere. ... L'Europa può e dovrebbe condurre verso questa strada.” 

L’Unione europea è diventata fin da subito anticipatrice della sostenibilità, sostenendo l’accordo sul clima di Parigi e includendo tali obiettivi nelle sue politiche. L’impatto degli OSS è presente in ogni campo di attività della Commissione ed il futuro presidente, in linea con il mandato precedente e secondo quanto discusso nell’audizione, dovrà presentarsi come primo responsabile degli OSS, seguito dai vari Commissari europei.

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Stato dell’arte

Il vicepresidente dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)  Jean-Pascal Van Ypersele, presentando la relazione Global Sustainable Development Report (GSDR 2019), riporta inoltre alcuni risultati della prima relazione quadriennale sul raggiungimento degli OSS secondo la quale, nonostante le azioni intraprese, non siamo ancora in linea con la tabella di marcia che ci siamo preposti; è necessaria una vera e propria trasformazione verso società sostenibili e resilienti che si presenti come risultato di sinergie tra i vari percorsi, partendo dal locale ma con un’ottica globale.

La sezione centrale dell’audizione si sofferma sulla presentazione dei meccanismi di attuazione degli OSS negli Stati Membri: dopo l’analisi delle azioni e delle attività dei Parlamenti, viene passata in rassegna la condizione attuale delle politiche di governance nei vari Stati, mediante la presentazione di alcuni studi da parte di Ingeborg Niestroy (amministratore delegato, “Public Strategy for Sustainable Development”) e Elisabeth Hege (ricercatrice, ’“Institute for Sustainable Development and International Relations - IDDRI”). Emerge così chiaramente che solo imparando dai comportamenti virtuosi di alcuni Stati Membri - come ad esempio la Finlandia e le Danimarca, che hanno collegato gli OSS con i loro bilanci nazionali - si può procedere verso una transizione efficace, basata su una collaborazione interparlamentare. 

Trasformazione e conoscenza: OSS, aziende e Scienza verso un’economia circolare

Allo stato attuale, le aziende ed il mondo economico nel complesso sembrano essere più reattive alla transizione rispetto al mondo della politica; risulta così evidente che per garantire il coinvolgimento delle aziende sarà comunque necessario continuare a stanziare finanziamenti preposti agli OSS e alla Ricerca (come ad esempio Horizon 2020, il maggiore Programma Quadro per la Ricerca e l’Innovazione in Europa), implementare una normativa trasparente e rigorosa ma duratura sul lungo termine.

Di basilare importanza sono il dialogo ed una politica degli investimenti che consentano di continuare a modificare la nostra economia da lineare a circolare. Dal confronto tra i Membri e gli Accademici durante l’incontro, emerge chiaramente il grande contributo che può apportare la Scienza a questa transizione.

 

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Gli OSS nel futuro dell’Europa

Già nell’introduzione all’audizione, Linda McAvan si era soffermata sulla necessità di basare una strategia globale su obiettivi chiari, parametri di riferimento ambiziosi e pianificare un monitoraggio robusto e chiaro che porti a cifre ben definite (anche tramite l’individuazione di indici appositi).

Nell’audizione viene proposto anche uno “sguardo extraeuropeo” alla politica degli OSS dell’Europa: in linea con quanto affermato da Timmermans, il professore Jeffrey Sachs - uno dei principali esperti di sviluppo sostenibile della Columbia University - ha incoraggiato l’Europa a continuare a presentarsi come un leader promotore di una transizione in accelerazione, una guida per altri partner internazionali, allo scopo di ottenere benefici maggiori e più velocemente apprezzabili.

 La visione strategica della Commissione dovrebbe presentarsi allora come un invito a partecipare, una politica comune basata su un processo partecipativo che comporti una coresponsabilità tra Stati, società civile e settore privato in diversi campi.

Sono state individuate infatti sei importanti trasformazioni fondamentali da raggiungere per ottenere gli obiettivi preposti che riguardano le aree chiave della Sanità, Istruzione, Energia pulita e rinnovabili, Cibo BiosferaCittà (le così definite Smart City) e Tecnologie dell’informazione (tramite l’attuazione di una rivoluzione digitale). Tali trasformazioni verso uno sviluppo sostenibile richiedono una conciliazione di diversi strumenti e politiche, non cambiamenti autogestiti, ma trasformazioni standardizzate raggiunte tramite una rete transnazionale: un unico grande progetto paneuropeo con un piano ventennale adattabile, una sfida sistemica che l’Europa chiede di affrontare insieme.

Federica Milioni

 

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