Supercomputer europeo: più competitivi nel mondo e miglior vita per i cittadini

Oggi anche la Svizzera ha firmato la dichiarazione EuroHPC aggiungendosi agli altri 10 paesi europei che dal Digital day di  marzo 2017 hanno condiviso questo grande obiettivo europeo.

Il Digital Day si è svolto a Roma nel marzo 2017 in occasione delle celebrazioni per il 60° anniversario dei Trattati di Roman e ha puntato i riflettori sul futuro digitale dell'Europa. Le tecnologie, i prodotti e i servizi digitali oggi migliorano la vita delle persone, reinventano il nostro modo di lavorare e stimolano la crescita economica. Ma gli ostacoli esistenti a livello di scambi online implicano che i cittadini non possano sfruttare tutte le possibilità relative a beni e servizi, che le imprese e le start-up online vedano ridotti i propri orizzonti di manovra e che le imprese e i governi non possano beneficiare pienamente degli strumenti digitali.

In quell’occasione è stata redatta dichiarazione EuroHPC e firmata la da Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. Il Belgio l'ha firmata a giugno 2017, la Slovenia a luglio 2017e la Bulgaria la scorsa settimana. Tutti gli altri Stati membri sono invitati a firmarla in futuro. Ma la Svizzera, che pure non fa parte dell’Unione europea, ha firmato la dichiarazione perché intende collaborare allo sviluppo di un'infrastruttura di supercalcolo all'avanguardia a livello mondiale e basata su tecnologia europea. Un'infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni integrata e all'avanguardia a livello mondiale, in grado di fare almeno 1018 calcoli al secondo (i cosiddetti computer su scala exa), migliorerà anche la vita quotidiana dei cittadini europei, consentendo ad esempio medicina personalizzata, sistemi di trasporto più sicuri e una rilevazione più efficace delle frodi online.

Il Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale Andrus Ansip e la Commissaria per l'Economia e la società digitali Mariya Gabriel, esprimendo il proprio apprezzamento per questo nuovo impegno, hanno dichiarato: "Siamo molto lieti che la Svizzera, uno dei nostri partner di lunga data nel calcolo ad alte prestazioni, si unisca allo sforzo europeo per sviluppare i supercomputer nel nostro continente. Ciò permetterà di rafforzare il primato dell'Europa nel campo della scienza e dell'innovazione, contribuirà alla crescita economica e potenzierà la nostra competitività industriale".

Contemporaneamente alla cerimonia di firma, la Commissione ha pubblicato i primi risultati della consultazione pubblica sul calcolo ad alte prestazioni. I rispondenti hanno individuato tre problemi principali che frenano lo sviluppo del calcolo ad alte prestazioni in Europa: l'interazione limitata tra industria e mondo accademico, la profonda frammentazione dei programmi di calcolo ad alte prestazioni e la dipendenza dell'Europa da fornitori non UE di tecnologie e sistemi critici. Nella consultazione sono stati segnalati anche la mancanza di risorse sufficienti e l'accesso insufficiente alle risorse di calcolo ad alte prestazioni da parte della scienza. Una chiara maggioranza dei rispondenti ha confermato la necessità di un'azione a livello di UE.

I risultati della consultazione aiuteranno la Commissione a definire un nuovo strumento giuridico e finanziario entro la fine del 2017, sulla base della dichiarazione e degli obiettivi dell'EuroHPC.

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