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Cooperazione internazionale. In commissione la relazione sulle attività 2016-18

Ammontano a 908mila euro gli investimenti nei Paesi in via di sviluppo. Apprezzamenti da Torri (Si), Campedelli e Marchetti (Pd); critico Facci (Misto-Mns)

14/02/2019 16:13

Un contributo regionale di 908mila euro, per progetti destinati alle popolazioni di Paesi in via di sviluppo. E investimenti rivolti, in particolare, a settori quali agricoltura e istruzione/formazione. Sono questi alcuni dei dati inseriti nella relazione sullo stato di attuazione del Piano triennale 2016/2018 per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e in via di transizione, svolta in commissione Cultura, presieduta da Giuseppe Paruolo. La relazione – come hanno spiegato i tecnici della Regione – ha riguardato, nello specifico, i progetti conclusi nel 2017 e avviati nei due anni precedenti. Nel bando iniziale del 2015, il contributo ammontava a 908mila euro, con 21 progetti approvati e 20 realizzati.

Le responsabili del servizio hanno spiegato le modalità attraverso cui sono state distribuite le risorse, elencando anche i Paesi destinatari. “La maggior parte dei beneficiari- hanno detto- sono stati piccole cooperative agricole, aiutate nel promuovere l’autonomia produttiva, e minori appartenenti a famiglie numerose, aiutati nell’ambito della formazione. Gli aiuti- hanno continuato- sono stati devoluti attraverso partner locali, che hanno fatto da tramite anche ai privati che hanno contribuito al finanziamento del piano: ad esempio Ong, onlus, organizzazioni di volontariato, associazioni, cooperative e imprese”. Il 24% del contributo si è concentrato sui territori Palestinesi, con quattro progetti inerenti a sviluppo economico, educazione e formazione. Molti i progetti che hanno interessato anche i paesi del bacino sud del Mediterraneo (Tunisia, Marocco ed Egitto), Mozambico, Senegal, i campi profughi del Sahrawi, Etiopia e Ucraina. Altri interventi, non prioritari, sono stati effettuati in Sud Sudan, Tanzania e Burundi. I quattro progetti di emergenza hanno riguardato invece Nepal e i campi profughi del Sahrawi, per un totale di 210mila euro. I progetti anche riguardato anche l’accoglienza nel territorio regionale e l’assistenza primaria per i bambini provenienti da Chernobyl e dal Sahrawi, senza considerare l’accoglienza nelle strutture sanitarie regionali di minori provenienti da tanti altri paesi.

Di una relazione molto chiara e apprezzabile ha parlato Yuri Torri (Sinistra Italiana): “Ho apprezzato, in particolare, il lavoro effettuato in Mozambico, in una delle punte più avanzate di cooperazione e diplomazia. Importante, inoltre, è insistere con incisività nella causa del popolo Sarahwi. Ho avuto buoni riscontri anche dalle popolazioni beneficiarie. Visti gli orientamenti del nuovo governo circa l’agricoltura e la cooperazione sociale, penso ci sia bisogno di spingere in senso opposto”, ha concluso.
Parere critico invece da parte di Michele Facci (Misto-Mns): “Questo report- ha dichiarato- è insufficiente, farò un accesso agli atti. Sarebbe utile conoscere materialmente cosa andiamo a pagare. Si parla di cifre riduttive solo in apparenza, che la Regione elargisce in giro per il mondo. Serve maggiore consapevolezza nell’utilizzo delle risorse pubbliche, bisogna capire come si articolano nel dettaglio questi progetti”. Il consigliere si è focalizzato su uno dei progetti, denominato ‘Amitie Code’: “questo progetto, del quale il Comune di Bologna è capofila, si propone di rafforzare le politiche migratorie. Sarebbe interessante capire in che cosa consiste. Chiederò quindi il dettaglio delle spese. Di primo acchito sembrano iniziative corrette, ma ci vuole più chiarezza”.
Per Enrico Campedelli (Partito Democratico) “il giudizio al piano è molto positivo, in quanto si vanno a sostenere e a migliorare le vite dei bambini, gli elementi più deboli nei paesi in via di sviluppo. Interessante è il sostegno alle economie di alcuni paesi, ad esempio il Senegal, per non parlare dell’accoglienza dei bambini provenienti da Chernobyl. Il tentativo da parte di un’Amministrazione di migliorare la qualità della vita dei minori, anche se non residenti nel nostro territorio, è il massimo che si possa fare”.
Di una presentazione molto efficace ha parlato anche Francesca Marchetti (Partito Democratico), che ha replicato a Facci sostenendo che sia “molto difficile effettuare in sede di commissione un’analisi specifica di ogni singolo progetto. La sollecitazione però è utile per mettere in evidenza il valore aggiunto di queste iniziative. Alcune esperienze effettuate da noi consiglieri in quei paesi, e mi dispiace che non intervenga nessun collega della Lega Nord, che a loro volta le hanno sperimentate, ci hanno toccato in modo diretto”.  
Infine, le responsabili del servizio hanno così risposto alle osservazioni di Facci: “il progetto ‘Amitie Code’, nel quale la Regione ha una parte molto piccola, prevede una collaborazione con le associazioni di immigrati affinché si possano migliorare gli aiuti che arrivano nei loro paesi d’origine. Siamo d’accordo col consigliere sulla necessità di una valutazione più approfondita delle politiche pubbliche, al fine di migliorare gli obiettivi, anche se non abbiamo fondi per farlo. Metteremo comunque a disposizione il materiale che ci viene trasferito”.
(Stefano Chiarelli)
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