Europa. Sessione europea 2019: in commissione Economia focus sull’agricoltura

No ai tagli e alla spinta centralista ventilati dalla Commissione europea per il settore agricolo. Sono questi i due cardini dell’informativa dell’assessore Caselli

13/02/2019 18:23

Governance della politica agricola comune (Pac) e quadro finanziario pluriennale: sono questi i due temi cardine su cui si è incentrata l’informativa dell’assessore all’agricoltura, Simona Caselli, durante la seduta della commissione Politiche economiche, presieduta da Luciana Serri. Un approfondimento in vista dell’apertura della Sessione europea 2019 da cui emergerà la posizione della Regione Emilia-Romagna sulla politica agricola comune del futuro.

Per quanto riguarda il piano finanziario, da cui dipendono le risorse che l’Europa mette a disposizione per la Pac 2021-2027, il rischio per l’Emilia-Romagna è quello di perdere 120 milioni di euro, ha ammonito Caselli. Una situazione che si creerebbe per via della Brexit. “Allo stato attuale- ha spiegato la titolare dell’Agricoltura- sono sul tavolo due proposte per sopperire all’uscita del Regno Unito dall’Ue e quindi per compensare le minori risorse a disposizione della politica comune: una, della Commissione europea, che prevede un contributo al quadro finanziario pluriennale da parte di ciascuno Stato membro pari all’1,08% del proprio Pil, con previsione di una perdita di circa 120 milioni per la Regione; l’altra, del Parlamento europeo, che prevede una percentuale dell’1,3% del Pil di ogni Paese membro. Soluzione, quest’ultima, che non farebbe perdere risorse e che ci trova d’accordo”. Il Programma di sviluppo rurale (Psr) dell’Emilia-Romagna conta, infatti, risorse per 1,2 miliardi, 600 milioni dei quali arrivano dall’Europa. Con la proposta della Commissione europea il contributo dell’Ue verrebbero tagliato circo del 20%.

Sulla governance invece, la posizione dell’Emilia-Romagna – in accordo con molte altre regioni d’Europa, in particolare di paesi quali Francia, Germania, Spagna e Belgio – è di contrarietà rispetto al “modello accentrato” proposto dalla Commissione europea e a favore del mantenimento dell’attuale modello decentrato che, sulle politiche agricole, prevede l’interlocuzione diretta tra Unione europa e singole Regioni.

“Questa riforma della governance- ha rimarcato la presidente della Commissione Luciana Serri– rischia di far perdere il ruolo centrale delle Regioni. Lo strumento con cui si gestiscono le politiche agricole nei territori non può essere accentrato”, ha ribadito.

Michele Facci (Gruppo Misto-Mns) ha chiesto, invece, “azioni da mettere in campo per fare una dura opposizione”.

Yuri Torri (Si) ha sollecitato un atteggiamento “compatto per evitare i tagli e la compressione del ruolo delle Regioni”.

(Andrea Perini)

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