Ambiente. In Commissione la clausola valutativa sulla gestione dei rifiuti e del servizio idrico

Diverse le posizioni critiche sulla scelta iniziale di creare un unico ambito di gestione dei servizi e sulle deroghe degli affidamenti. Montalti (Pd): materie complicate ma dai Comuni feedback positivi

01/03/2019 11:44

Riconoscimento nella tariffa del servizio idrico dei costi di gestione delle aree che alimentano i bacini di prelievo, programma per la riduzione degli sprechi e, per quanto riguarda i rifiuti, attuazione delle politiche per ridurre la produzione prevista. Sono questi i punti salienti della relazione sulla clausola valutativa della legge 23 del 2017, norma che detta le regole e l’organizzazione territoriale del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Una relazione andata in scena durante la seduta congiunta delle commissioni Ambiente (presieduta da Manuela Rontini) e Bilancio (presieduta da Andrea Bertani).

Il dibattito. Igor Taruffi di Sinistra italiana, dopo aver fatto notare l’assenza durante l’illustrazione della relazione dei consiglieri di centrodestra- mancanza sopperita poco dopo dall’ingresso di Marco Pettazzoni (Lega)– ha rimarcato la propria perplessità sull’ambito unico regionale, cuore della legge 23 del 2017, e in generale sull’attuazione di questa norma. “In alcune provincie, quindi in alcuni ex Ato- ha sottolineato- le aziende gestiscono il servizio in deroga da sette-otto anni. A Piacenza e a Rimini, per fare due esempi, gli affidamenti sono scaduti da circa otto anni e oggi siamo ancora in una fase di definizione degli ambiti. Tra massimo sei anni tutti gli affidamenti dovranno andare a gara. Se i tempi di reazione sono quelli visti, il quadro futuro non è dei più rosei”. E ha aggiunto: “Alla luce di quello che abbiamo visto in questi anni si potrebbe ripensare l’inquadramento di quella legge”.

Andrea Bertani del Movimento 5 stelle ha annunciato, in qualità di vicepresidente della commissione Bilancio, per il prossimo martedì, la convocazione dei due consulenti esterni (nominati dai componenti della commissione Bilancio nel 2013, ndr) e del comitato consultivo che dovranno portare la propria valutazione sull’applicazione della legge in ambito di rifiuti e di servizio idrico. Poi, parlando come consigliere 5 stelle, ha rimarcato “l’inefficacia del sistema di gestione dei servizi per come è stato configurato. Creare un unico grande ambito regionale con i singoli ambiti depotenziati ha creato uno stallo nelle gare sia per il servizio idrico che per il servizio di rifiuti”. Bertani ha poi ricordato i rilievi sollevati dall’Anac e dall’autorità della concorrenza del mercato.

Lia Montalti dai banchi del Partito democratico, dopo aver ricordato le ragioni e il percorso che ha portato alla situazione attuale, ha sottolineato come le amministrazioni comunali, ora, rimandano “feedback positivi”. Ha poi ricordato la “complessità della costruzione di gare europee”. E rispondendo a Bertani ha spiegato: “Non siamo all’anno zero. Non siamo fermi al palo”. E ha poi rilanciato su quella che ha definito la “vera sfida: l’estensione della tariffa puntuale a tutto il territorio regionale entro il 2020”.

Anche il dem Luca Sabattini ha voluto rimarcare l’importanza della legge sull’economia circolare: “E’ strategica per il nostro territorio”, ha commentato. E sui rilievi dell’anticorruzione ha detto: “Devono essere sempre tenuti in considerazione, ma non a fasi alterne a seconda di quelle che sono le convenienze di parte”.

Diverse le domande arrivate dai consiglieri. Giulia Gibertoni (M5s) si è concentrata sulle perdite del sistema idrico regionale chiedendo dati a territorio per territorio. Paolo Zoffoli (Pd) invece si è focalizzato sui contributi previsti dalla legge sull’economia circolare chiedendo delucidazione sulle modalità di ripartizione degli incentivi. Marco Pettazzoni (Lega nord), sempre parlando degli incentivi previsti dalla legge sull’economia circolare, ha messo nel mirino i 43,5 milioni di contributi erogati ai Comuni: “21 milioni per quelli virtuosi, 15,5 per gli aspiranti tali e 7 per i centri del riuso”, ha spiegato il leghista domandando come siano stati suddivisi comune per comune.

Le risposte. Alle sollecitazioni lanciate dai consiglieri ha replicato il direttore di Atersir Vito Belladonna ricordando come l’esperienza raccolta in questi anni permetterà di stilare le prossime gare in tempi molto più brevi. E sui progetti finanziati ha aggiunto: “Abbiamo un disavanzo di 1,8 milioni quindi sollecitiamo costantemente i Comuni a presentare progetti”. Mentre sulla tariffa puntuale ha ricordato gli 81 comuni che oggi l’hanno attivata.

(Andrea Perini)

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