Spesa pubblica, come risparmiare 470 milioni di euro (e 750 anni di lavoro): "Ma in sanità bisogna fare di più"

14.06.2012

Circa 470 milioni di risparmi cumulati su un ammontare complessivo di contratti stipulati on line che supera i 3 miliardi di euro. Sono alcuni degli “indicatori di performance” sull’attività svolta da Intercenter Emilia-Romagna come centrale d’acquisto on line nei primi sette anni dalla sua istituzione.

I dati sono stati riferiti oggi dall’assessore regionale al Bilancio, Simonetta Saliera, nel corso della seduta della commissione Bilancio affari generali e istituzionali, presieduta da Marco Lombardi, nell’ambito di un approfondimento richiesto dalla stessa commissione nell’esercizio delle istituzionali attività di vigilanza e monitoraggio.

Intercent-ER è l’Agenzia regionale per lo sviluppo dei mercati telematici istituita dalla Regione (L.r. 11/2004) con lo scopo di “innovare, ottimizzare e rendere più trasparenti i processi di acquisto”.  In qualità di centrale di acquisto, Intercent-ER ha il compito di sviluppare il sistema delle convenzioni quadro al fine di conseguire economie di scala e ottimizzare le condizioni qualitative ed economiche degli acquisti; gestire il sistema di e-procurement regionale attraverso la piattaforma telematica www.intercent.it (un sistema informativo accessibile via web tramite il quale le Amministrazioni possono stipulare contratti, effettuare gare on line e utilizzare il mercato elettronico); promuovere l’accesso alle pubbliche forniture da parte del tessuto imprenditoriale locale, valorizzandone le capacità competitive.

Con l’istituzione di Intercent-ER - ha sottolineato l’assessore - si è determinato un cambiamento nel sistema di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche del territorio, sia dal punto di vista della riduzione e della razionalizzazione della spesa, sia in relazione alla semplificazione e all’innovazione tecnico-organizzativa delle modalità di approvvigionamento.

Dopo sette anni di attività i principali indicatori di performance dell’Agenzia sono i seguenti: 715 Amministrazioni e Enti registrati al sistema di e-procurement di Intercent-ER (un dato che corrisponde ad un aumento medio annuale del 32,3%, erano 177 nel 2005); 150 le convenzioni quadro attivate; oltre 3,1 miliardi di euro di contratti stipulati on line, utilizzando le convenzioni quadro; circa 470 milioni di euro di risparmi cumulati (intesi come differenza fra i prezzi di acquisto precedentemente pagati e quelli ottenuti dalle convenzioni regionali).

La Sanità rappresenta il settore prioritario per rilevanza della spesa per beni e servizi e per complessità delle forniture da acquisire. Oltre il 70% degli acquisti tramite Intercent-ER viene effettuato dalle Aziende sanitarie alle quali l’attività dell’Agenzia ha consentito l’accesso a condizioni economiche vantaggiose. Si stima che per le sole Aziende sanitarie la riduzione dei prezzi di acquisto abbia comportato cumulativamente circa 350 milioni di euro di risparmi.

Le iniziative di Intercent-ER interessano infatti oggi oltre il 35% della spesa per beni e servizi delle Ausl acquisiti tramite gara. Il confronto tra le condizioni ottenute dall’Agenzia nel settore dei farmaci e dei dispositivi medici con i prezzi rilevati e pubblicati dall’Autorità di vigilanza dei contratti pubblici (Avcp) a livello nazionale dimostra che i prezzi Intercent-ER si collocano sempre al di sotto della media nazionale rilevata dall’Avcp e in molti casi si avvicinano o coincidono con i prezzi minimi.

In relazione ai rapporti con gli Enti non obbligati, in particolare gli Enti Locali, tutte le Province e i Comuni capoluogo e oltre 280 Comuni di dimensioni medio-piccole hanno utilizzato le convenzioni quadro di Intercent-ER, per un valore totale dei contratti stipulati pari a circa 400 milioni di euro. Nel 2011, gli Enti locali emiliano-romagnoli hanno stipulato contratti sulla piattaforma Intercent-ER per circa 68 milioni di euro. Il sistema delle convenzioni quadro, grazie alla riduzione del numero di gare effettuate dalle Amministrazioni, ha consentito di raggiungere economie procedurali, stimate in circa 21 milioni di euro per costi vivi (costi di pubblicazione e carta) e in circa 750 anni uomo lavorativi.

Si può calcolare che la percentuale di acquisti effettuati per via elettronica dalle Amministrazioni dell’Emilia-Romagna sia circa del 20-22%, a fronte di una media europea del 5% (stime della Commissione europea). Tale percentuale risulta tuttavia ancora non del tutto soddisfacente, anche in considerazione del fatto che la nuova proposta di direttiva europea in materia di acquisti pubblici (che verrà approvata entro il 2012) prevede che a partire da metà 2016 il 100% degli acquisti pubblici debba avvenire per via elettronica. In tale ottica, l’Agenzia ha già realizzato e messo in esercizio strumenti innovativi e strategie che potrebbero consentire di anticipare gli obiettivi europei.

Oltre al ruolo di centrale di acquisto, Intercent-ER opera anche come stazione appaltante della Regione, occupandosi di tutte le procedure di gara ad evidenza pubblica per conto delle diverse Direzioni.

L’organico dell’Agenzia conta oggi 36 unità (compreso il direttore) in distacco dalla Regione e 2 unità in comando. Nel 2011 i costi per il personale distaccato a Intercent-ER sono stati pari a 1.991.718,52 euro, e il finanziamento erogato all’Agenzia è stato pari a 1,5 milioni di euro. Oltre al finanziamento regionale, nel 2011 vi sono state altre entrate (rimborsi da altre amministrazioni, accordi di servizio, rimborsi per progetti europei, ecc.) per circa 251mila euro. Ogni anno la Giunta regionale approva il Piano di attività dell’Agenzia e il consuntivo relativo all’anno precedente.

Intervenuto per chiarimenti, Andrea Pollastri (Pdl) ha chiesto in particolare informazioni sui contenziosi che hanno riguardato Intercent-ER. La direttrice dell’Agenzia, Anna Fiorenza, ha fatto presente che i contenziosi sollevati sono 41 sulla spesa sanitaria e 35 sulla spesa comune che tuttavia “ad oggi non hanno visto soccombere l’Agenzia”. La gran parte - ha detto - sono stati respinti dal Tar, altri sono giunti presso il Consiglio di Stato dove mai le procedure sono state dichiarate illegittime. In 7 anni ci sono stati contenziosi per 700 mila euro cifra che, se rapportata alla mole di contratti che è di oltre 3 miliardi e al risparmio reale maggiore di 400 milioni di euro, non rappresenta neanche l’1% delle somme movimentate.

Il presidente Marco Lombardi ha invece sottolineato il fatto che una quota del Fondo nazionale sanitario sarà erogata in relazione alla capacità di ciascuna Regione di provvedere all’approvvigionamento di beni e servizi tramite centrale regionale nella misura non inferiore al 70%, mentre il dato 2011 riscontrato da Intercenter è attorno al 34%. “Siamo quindi lontani da tale obiettivo”, ha osservato, e considerato che per le aziende sanitarie la legge regionale prescrive l’utilizzo delle convenzioni quadro dell’Agenzia, “sarebbe quindi opportuno incrementare tale attività”.

Andrea Defranceschi (Mov5stelle)
ha a sua volta chiesto chiarimenti sul confronto tra i prezzi pagati dalle principali stazioni appaltanti operanti in ambito sanitario sul territorio nazionale e il prezzo di aggiudicazione delle gare dell’Agenzia.

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Pubblicato il 14/06/2012 ultima modifica 17/12/2012
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