Cooperazione internazionale, Piano 2012-14: via libera in Aula

26.07.2012

Con i voti della maggioranza, l’astensione dei consiglieri del Mov5stelle e dell'Udc, e il voto contrario di Pdl e Lega nord, l’Assemblea legislativa ha approvato il piano triennale 2012-14 della cooperazione internazionale: la delibera di Giunta concretizza le prescrizioni della Legge regionale 12/2002, con uno stanziamento previsto di 1,6 milioni di euro nell’anno in corso e circa 4 milioni nell’arco del triennio.

La legge definisce gli ambiti di iniziativa regionale: attività di cooperazione internazionale; aiuti umanitari e di emergenza; iniziative di educazione allo sviluppo, sensibilizzazione, formazione e informazione sul territorio sui temi della pace. Il documento di indirizzo richiama, inoltre, “attività trasversali” integrate ad altre politiche regionali: commercio equo e solidale, turismo responsabile, responsabilità sociale d’impresa, migranti.

L’assessore Donatella Bortolazzi ha illustrato gli elementi di continuità e di novità di questo piano, i principali risultati del triennio precedente, come affinare il monitoraggio dei progetti finanziati. In un quadro di risorse ridotte, la Regione ribadisce di voler contribuire al raggiungimento degli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” indicati dalle Nazioni Unite: sradicare la povertà estrema e la fame; rendere universale l’educazione primaria; promuovere l’eguaglianza di genere; ridurre la mortalità infantile; migliorare la salute materna; combattere l’Aids, la malaria e le altre malattie; assicurare la sostenibilità ambientale; sviluppare una partnership globale per lo sviluppo. Nell’ultimo decennio, molte regioni del mondo hanno registrato elevati livelli di crescita economica, ma numerosi paesi in via di sviluppo rischiano di rimanere indietro, in questa fase di acuta crisi economica e finanziaria.

Nel nuovo piano triennale vengono distinti i “programmi ad iniziativa regionale” e il “sostegno ai progetti dei soggetti del territorio”; fra questi ultimi, le Ong, le Onlus, le Organizzazioni di volontariato, le Associazioni di promozione sociale, le Cooperative sociali e gli Enti locali.

Verrà emanato un bando di invito alla presentazione delle proposte, che proporrà sia i criteri di ammissibilità dei soggetti che i criteri di ammissibilità e valutazione dei progetti, nonché le aree geografiche e tematiche di intervento. Il contributo ai progetti presentati non potrà superare il 50% del costo complessivo e, all’interno del medesimo bando annuale, ciascun soggetto proponente potrà presentare un solo progetto per area-Paese.

La fase di valutazione sarà svolta da un apposito nucleo di valutazione, che effettuerà la valutazione tecnica dei progetti presentati in base ai requisiti di ammissibilità e ai criteri di valutazioni definiti nel bando regionale. Preso atto della proposta del nucleo di valutazione tecnica, la Giunta provvederà ad approvare la graduatoria e a individuare i progetti da ammettere a contributo.

Bortolazzi ha sottolineato come, nel corso del triennio 2009-11, il partenariato coinvolto a vario titolo nei progetti regionali si sia rafforzato dal punto di vista qualitativo e quantitativo (più 30% rispetto al piano 2006-2008); i partner che hanno contribuito ai progetti sono circa 400.

Quanto alle priorità geografiche, il nuovo piano triennale distingue le aree ad alto indice di sviluppo - Paesi balcanici (Albania, Serbia, Bosnia, Montenegro) e quelli del Corno sud dell’America latina (Brasile e Argentina) - dove la Regione interverrà solo se saranno disponibili cofinanziamenti da fonti esterne al bilancio regionale. Con risorse proprie, la Regione intende, invece, operare nei Paesi Mediterranei di Prossimità (Territori palestinesi, Campi profughi Saharawi), nei Paesi Orientali di Prossimità (Bielorussia, Ucraina, Moldavia), nell’Africa sub-sahariana (Mozambico, Senegal) e nel Corno d’Africa (Etiopia, Eritrea e Somalia). Proseguiranno le azioni di accoglienza del “Progetto Chernobyl” e dei bambini Saharawi, e il programma di assistenza sanitaria a favore di cittadini stranieri.

Nel dibattito, i consiglieri di opposizione - Andrea Pollastri (Pdl), Marco Lombardi (Pdl), Marcello Bignami (Pdl), Stefano Cavalli (Lega), Andrea Leoni (Pdl) - hanno avanzato critiche per l’insufficienza di strumenti di valutazione dei risultati di questi stanziamenti, sottolineando il paradosso di proseguire in una politica di aiuto verso Paesi come il Brasile che presentano una crescita economica molto più dinamica di quella italiana. È positivo che i fondi regionali siano in costante diminuzione, perché in passato la cooperazione decentrata avrebbe rappresentato una sorta di politica estera parallela della Regione. Questi consiglieri hanno inoltre affermato che questi fondi oggi dovrebbero essere impegnati per l’emergenza terremoto. Si è poi chiesto di operare una distinzione fra le attività di cooperazione solidaristica e la promozione industriale delle imprese di questo territorio.

Nel suo intervento, Silvia Noè (Udc) ha chiesto alla Giunta di mantenere gli impegni per garantire un effettivo monitoraggio sull’efficacia di queste spese; ha altresì invitato l’assessore a ottimizzare le risorse, prevedendo la massima sinergia fra gli interventi afferibili alla cooperazione decentrata e quelli della Consulta degli emiliano-romagnoli all’estero.

Per la maggioranza - Giuseppe Pagani (Pd), Monica Donini (Fds), Luciano Vecchi (Pd) - la cooperazione internazionale non va intesa come un costo ma come un investimento: oltre alla motivazione solidaristica, la cooperazione produce effetti positivi sull’economia emiliano-romagnola. In varie aree geografiche si sono realizzati interventi caratterizzati da elementi di reciprocità, innescando percorsi di sviluppo a carattere sia sociale che economico, nonché opportunità di intervento per i soggetti del sistema regionale. È stato ricordato il lungo confronto preparatorio con le realtà territoriali, e la novità dei tavoli territoriali che affiancheranno la Regione nella verifica dei progetti finanziati. Infine, è stato auspicato che dopo anni di continua riduzione di questa voce di bilancio, vi sia un aumento degli stanziamenti nei prossimi esercizi finanziari; del resto, altri Paesi europei, nonostante la crisi in atto, stanno investendo sulla cooperazione internazionale, identificandovi una concreta occasione di sviluppo e di buona globalizzazione.

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Pubblicato il 26/07/2012 ultima modifica 17/12/2012
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