Sisma, sicurezza, assistenza sanitaria e demolizioni: aiuti rifiutati?

19.06.2012

Sicurezza, assistenza sociale e sanitaria, demolizioni. Qual è la situazione del dopo terremoto, come si sta gestendo l’emergenza e non sarebbe opportuno mettere da parte l’orgoglio della Regione Emilia-Romagna e accettare il contributo del volontariato e le offerte di aiuto, anche quelle internazionali rifiutate dal Governo, o i volontari medici e le attrezzature sanitarie dell’Abruzzo che sarebbero state rinviate al mittente? È quanto ha chiesto oggi in Aula Giovanni Favia (Mov5selle) durante il question time, per avere riscontro sulla serie di “forti criticità” riscontrate dal consigliere regionale, in particolare rispetto all’assistenza sanitaria e sociale nei campi dove – ha ricordato Favia – bambini e anziani disabili e malati sono presenti in maniera consistente (le sole persone con disabilità grave raggiungerebbero il centinaio).

Al contrario di quanto asserisce Favia su “una sorta di autosufficienza” di cui sarebbe convinta la Regione, “che la porterebbe a rifiutare proposte di aiuto su scala nazionale e internazionale”, ha replicato l’assessore alle Sicurezza territoriale, Paola Gazzolo, “è stata fatta una attenta ricognizione delle numerose forme di solidarietà manifestate alla nostra comunità in funzione delle esigenze del territorio dimostrando la piena integrazione del sistema regionale di protezione civile con quello nazionale".

I dati

A ieri - ha riferito Gazzolo – accanto alla colonna mobile regionale sul territorio operavano le colonne mobili di 13 Regioni, la Croce Rossa, 5 organizzazioni nazionali di volontariato e 3 associazioni nazionali. 13.928 i cittadini a cui viene fornita ospitalità: 9.931 nei 37 campi di accoglienza, 1.119 nelle 48 strutture coperte e 2.878 in albergo.

L’assistenza sanitaria è stata assicurata allestendo Punti medici avanzati (Pma) nei pressi degli ospedali inagibili. Nell’immediatezza dell’evento sismico del 20 maggio il Dipartimento nazionale della Protezione civile ha allertato i moduli sanitari regionali delle quattro Regioni vicine (Veneto, Lombardia, Toscana e Marche) e a seguito della valutazione delle necessità la Regione ha chiesto il supporto solo del modulo della Lombardia, “che si è rivelato sufficiente per assicurare l’assistenza fino a quando non è stata implementata l’organizzazione sanitaria”.

A questo proposito, Gazzolo ha anche comunicato che all’assessorato regionale alle Politiche per la salute "non sono pervenute segnalazioni di criticità in merito all’organizzazione dell’assistenza nei campi di accoglienza o alla mancata presa in carico di persone anziane o disabili”.

Per ciò che concerne gli aspetti dell’assistenza sociale, l’assessore ha ricordato che un importante accordo è stato siglato con Anci Emilia-Romagna per raccogliere la disponibilità di personale educativo e sociale dei Comuni della regione per operare nelle zone terremotate. In accordo con l’Ordine degli assistenti sociali, per integrare gli organici attivi sul territorio, l’assessorato competente sta coordinando la collaborazione con l’intero sistema di volontariato regionale.

Sotto il profilo della sicurezza, da subito è stato incrementato il personale delle forze dell’ordine e recentemente si è aggiunto l’esercito non solo in funzione anti-sciacallaggio, ma anche di tutela e assistenza alla popolazione. Ad oggi sono attivi sul territorio 632 carabinieri con 186 mezzi, 280 poliziotti con 85 mezzi, 63 finanzieri con 22 mezzi, 343 militari con 69 mezzi. A essi vanno aggiunti gli agenti di polizia municipale di tutta la regione che prestano servizio nei territori colpiti.

Per quanto riguarda la segnalazione riferita da Favia relativa a demolizioni che sarebbero avvenute ad insaputa dei proprietari degli stabili, Gazzolo ha puntualizzato che “i Comuni attuano le ordinanze di demolizione per ragioni di pubblica incolumità a seguito di un sopralluogo dei Vigili del fuoco, ne definiscono l’urgenza e la preventiva informazione”.

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19 giugno 2012
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