Dietro le sbarre raddoppia il consumo di farmaci. Sovraffollamento e minori, le preoccupazioni dei due Garanti

03.07.2012

Nel corso della seduta congiunta delle commissioni Politiche per la salute e Statuto e regolamento dedicata alla situazione delle carceri in Emilia-Romagna (detenuti in calo nei 12 penitenziari regionali ma sovraffollamento record: 167,1 presenze ogni 100 posti), hanno preso la parola gli assessori Teresa Marzocchi (Politiche sociali) e Carlo Lusenti (Salute), e i due nuovi garanti della Regione, Desi Bruno (detenuti) e Luigi Fadiga (minori e adolescenti); sono poi intervenuti i consiglieri Andrea Defranceschi (Mov5stelle) e Marco Carini (Pd).

L’assessore Marzocchi ha riepilogato le attività svolte, sottolineando come oltre all’impegno economico, confermato nonostante la fase di “tagli”, il 2011 sia stato un anno assai significativo per la valorizzazione del lavoro di rete che ha integrato le attività delle istituzioni, del Terzo settore e, in particolare, del volontariato. In seguito ha poi ricordato le misure straordinarie per far fronte alle difficoltà degli istituti penitenziari dei territori colpiti dal sisma. Marzocchi ha manifestato soddisfazione per l’aumento delle occasioni di lavoro per i detenuti, affermando che i settori d’intervento da sviluppare maggiormente sono quelli delle opportunità lavorative, dentro e fuori dal carcere, e dell’istruzione. Quanto ai nuovi posti che verranno resi disponibili dai padiglioni costruiti secondo il “Piano Carceri”, ha ribadito l’opinione della Giunta, secondo la quale questi posti vanno unicamente dedicati a ridurre il sovraffollamento.

L’assessore Lusenti ha segnalato come sia molto elevato il numero degli ingressi (7.404 nel corso del 2011), con tutto ciò che comporta in termini di impegno sanitario. Ha poi riepilogato l’impegno finanziario per garantire il diritto alla salute negli istituti penitenziari, pari a circa 17 milioni di euro (12 assegnati alla Regione dal Servizio sanitario nazionale). Particolare rilevanza (850mila euro stanziati) è stata data al progetto “Salute mentale in carcere”. Lusenti ha ricordato che la popolazione carceraria è composta al 75% da persone con meno di 45 anni, il 60% sono fumatori, il 30% tossicodipendenti: i detenuti consumano più del doppio dei farmaci della media della popolazione emiliano-romagnola. Quanto all’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, la Regione è impegnata a contribuire alla sua chiusura nei tempi prefissati (marzo 2013), così come disposto dalla legge. Intanto, le 285 presenze di fine 2010 sono scese a 212, e si stanno definendo gli ultimi dettagli per arrivare al completo affidamento alle Regioni della responsabilità di gestione delle nuove strutture, che sostituiranno gli OPG.

Desi Bruno ha espresso il timore che si stia esaurendo l’effetto positivo, ai fini della riduzione del sovraffollamento, di una serie di provvedimenti assunti nell’ultimo biennio. Le situazioni più critiche appaiono quelle di Forlì, per le condizioni di un edificio vecchio e anacronistico, Bologna e Reggio Emilia. Un altro fatto negativo, sul quale la garante dei detenuti ha chiesto all’Assemblea di esprimere il suo impegno, riguarda gli immediati effetti negativi per il mancato rifinanziamento della legge che incentivava le imprese ad assumere detenuti o ex detenuti. Desi Bruno ha poi richiamato l’attenzione sugli effetti delle attività sismiche, in particolare l’inagibilità della Casa di lavoro di Saliceta San Giuliano (Mo), evacuata per ragioni di sicurezza.

Luigi Fadiga ha richiamato l’attenzione sulle doverose specificità della giustizia minorile, che vanno rese concrete in ogni applicazione. Va salvaguardata e rilanciata l’impostazione culturale che ha riconosciuto la diversità di approccio del settore minorile, ed è preoccupante che si tendano ad uniformare istituti e regole fra adulti e minori.

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Pubblicato il 03/07/2012 ultima modifica 17/12/2012
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