Bonifica, via libera in commissione alla riforma dei consorzi

22.06.2012

“Per le aree urbane viene chiarito chi dovrà pagare o meno il tributo: non dovranno farlo gli immobili serviti dalla rete fognaria senza significative interconnessioni con la rete di bonifica, mentre pagheranno i proprietari di immobili che traggono un beneficio specifico e diretto dalle opere di bonifica. Per la montagna, invece, i tributi dovranno essere utilizzati per finanziare quegli interventi di manutenzione e di presidio del territorio che sono più che mai strategici in queste aree”. Sono alcune delle norme inserite nella proposta di legge “Disposizione per la bonifica”, licenziato dalla commissione “Politiche economiche”, presieduta da Franco Grillini.

Tredici gli emendamenti approvati (presentati e illustrati dal relatore Damiano Zoffoli). Le novità più significative riguardano gli interventi di bonifica montana: il terzo articolo del progetto di legge è stato riscritto “per rendere più chiaro il principio che ‘se si riscuote in montagna si reinveste in montagna’”. Si specifica infatti che “fatta salva la quota proporzionale relativa alla copertura delle spese generali di funzionamento”, gli introiti sono destinati “alla progettazione, esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere e degli interventi di bonifica dei territori montani quale beneficio di presidio idrogeologico”. Viene poi introdotto il principio di “riscossione spontanea del contributo qualunque sia l’importo dello stesso”, con riscossione coattiva dei contributi inferiori alla soglia di economicità “solo quando la somma di più annualità raggiunge detta soglia”: norma che va incontro ai proprietari di terreni agricoli di montagna, la cui rendita catastale, su cui si basa il contributo, è generalmente molto inferiore alla soglia minima. Con gli emendamenti si provvede poi a ribadire “l’obbligo della corresponsione del contributo di bonifica in relazione al beneficio di difesa idraulica dove presente” anche per le aree urbane, e vengono ridefinite alcune caratteristiche dei comitati dei Consorzi di bonifica: il numero di membri del comitato tecnico passa da 2 a 3, mentre per il comitato amministrativo non è più richiesta la presenza dei due terzi dei componenti come numero minimo per lo svolgimento della riunione. Viene quindi inserito l’obbligo di presenza nel comitato di “un rappresentante scelto fra i propri componenti del Comitato consultivo degli utenti e dei portatori di interesse”, nonché di “un esperto espresso dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul territorio regionale”.

Respinti-decaduti sette emendamenti: quattro di Stefano Cavalli (Lega nord); uno di Galeazzo Bignami (Pdl); uno di Silvia Noè (Udc) e uno di Noè-Cavalli. Il consigliere Cavalli, in accordo con il relatore, ha ritirato un suo emendamento riguardante “il compenso dei componenti del Consiglio di amministrazione”. L’impegno: trovare una soluzione condivisa sull’indennità, che tenga conto dei criteri di sobrietà e di competenza.

Con questo progetto, il terzo, la Giunta completa la riforma dei Consorzi di bonifica, già avviata con la L.r. 5/2009, con la quale si è provveduto a riordinare i comprensori di bonifica, riducendo il numero dei Consorzi da quindici di primo grado a otto e da due di secondo grado a uno, e proseguita con la L.r. 5/2010, con la quale si è riformato il sistema elettorale dei Consorzi stessi, con l’elezione dei nuovi organi di amministrazione.

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22 giugno 2012
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