Operatore del benessere termale bocciato in commissione, ora il progetto di legge va in Aula
25.01.2012
(Bologna, 25/01/2012) -
La commissione regionale 'Turismo cultura scuola formazione lavoro sport' ha espresso parere negativo sul progetto di legge presentato da Luigi Giuseppe Villani (Pdl), che propone di istituire una nuova figura professionale: “l’operatore del benessere termale”. Fra i consiglieri presenti, voto contrario di Pd e Mov5stelle, favorevole di Pdl e Lega.
Il provvedimento – che sarà comunque iscritto all’ordine del giorno dell’Aula, mercoledì 1 febbraio - è stato illustrato in commissione dal relatore Marco Lombardi (Pdl), che ne ha ricapitolato ragioni e obiettivi.
La nuova figura professionale dovrebbe esercitare la sua attività esclusivamente all’interno degli stabilimenti termali. La norma nazionale (Legge 323/2000) individua un nuovo concetto di cura termale che accanto alla tradizionale componente sanitaria prevede la dimensione del “benessere”, a cui vanno fatte corrispondere figure professionali con un profilo rigoroso, che dia garanzie agli utenti; Lombardi ha aggiunto che già la Regione Veneto ha inteso disciplinare questa specifica attività, che può creare sbocchi professionali qualificati.
Composto di 11 articoli, il progetto di legge – è scritto nella relazione che accompagna il testo – vuole “colmare una lacuna, creando una figura più completa di quella già esistente di operatore non solo semplicemente termale, ma in grado di utilizzare le tecniche del benessere termale e mira pertanto a regolamentare sia le attività che esso svolge sia i requisiti e le procedure occorrenti per acquisire i titoli necessari ad esercitare le particolari attività ad esso inerenti”. Si stabilisce dunque, in particolare, che l’operatore possa svolgere, solo ed esclusivamente negli stabilimenti definiti come termali dalla legge 323/2000 (art. 4), le attività dell’estetista diplomato dopo essersi adeguatamente formato (art. 3) e aver effettuato i periodi di apprendistato e di tirocinio previsti dalla Legge 1/1990 (dovrebbero essere garantite le professionalità e le esperienze pregresse di chi in questo ambito lavora prima dell’intervento legislativo regionale).
La consigliera Rita Moriconi (Pd) è intervenuta per evidenziare forti dubbi circa il profilo di legittimità di una legge con queste caratteristiche, non priva di ambiguità nell’articolato; si tratta, infatti, di praticare la potestà legislativa delle Regioni in una materia a competenza concorrente com’è quella sanitaria. Altre Leggi regionali sono state impugnate dal Governo in quanto ritenute illegittime.
(rg)
a cura di: Ufficio Stampa dell'Assemblea Legislativa
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