Ospedali psichiatrici giudiziari, "rischio nuovi 'mini Opg'". A Reggio Emilia 224 presenze

L'associazione 'Stop Opg' in commissione Politiche sociali: "Progetti terapeutico-riabilitativi individuali. Il governo eroghi i finanziamenti: 38 milioni per il 2012 e 55 milioni per il 2013"

21.02.2012

L’associazione “STOP OPG” di Reggio Emilia che, con la campagna “Un volto un nome”, intende sostenere la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari e la “presa in carico” da parte delle Regioni  (tramite le Aziende sanitarie locali e i Dipartimenti di Salute mentale e attraverso progetti terapeutico riabilitativi individualizzati) delle persone internate negli Opg, è stata ascoltata dalla commissione regionale “Politiche per la salute e politiche sociali”, presieduta da Monica Donini

L’associazione, oltre a segnalare l’urgenza di una legge che abolisca gli articoli del codice penale sull’imputabilità del malato di mente autore di reato, ha proposto al Governo e alla Conferenza delle Regioni di erogare immediatamente alle Regioni i finanziamenti previsti dalla legge “emergenza carceri”: 38 milioni peril 2012 e 55 milioni per il 2013. Fondi per finanziare progetti terapeutici-riabilitativi individualizzati (Ptri) a favore degli attuali internati negli Opg. Utilizzando questi budget individualizzati di cura, i Dipartimenti di Salute mentale di origine potranno ("dovranno", rileva l’associazione),  prendere in carico, attraverso le strutture e i servizi già oggi presenti e disponibili, i soggetti da dimettere dagli Opg, stabilendo criteri, vincoli e tempistiche certe, di concerto con le Regioni. Preoccupa, secondo l’associazione, “l’effetto paradosso” che potrebbe avere il decreto sulle carceri approvato in via definitiva in questi giorni, qualora l’auspicata chiusura dei sei attuali Opg in Italia (uno è a Reggio Emilia: 224 presenze, di cui solo 44 provenienti dall’Emilia-Romagna) trovasse soluzione con la messa a punto di nuove strutture regionalizzate per i folli-rei (“mini Opg”) e con il mero trasferimento in queste di gran parte degli internati delle singole regioni, senza attivare da parte dei Dipartimenti di Salute mentale percorsi di presa in carico individualizzati.

Condivisione sull’iniziativa dell’associazione è venuta dai consiglieri Andrea Pollastri (Pdl), Franco Grillini (Idv), Gian Guido Naldi (Sel-Verdi), Moniva Donini (Fds), Marco Barbieri, Marco Carini e Palma Costi (Pd). Quest’ultima ha poi segnalato la “drammatica” situazione di due “Case lavoro”, in provincia di Modena. (cc)

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21 febbraio 2012
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