Il presidente della Repubblica a Bologna
01.02.2012
Due giorni bolognese per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sotto le Due Torri lunedì 30 e martedì 31 gennaio scorsi. L’appuntamento centrale, lunedì mattina, è stata l'inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Bologna e la cerimonia di conferimento al capo dello Stato della Laurea Honoris Causa in Relazioni internazionali, nell’Aula Magna di Santa Lucia. Il riconoscimento è stato proposto dalla Facoltà di Scienze politiche dell’Alma Mater e dalla Facoltà di Scienze politiche “R. Ruffilli” sede di Forlì, nei rispettivi corsi di laurea magistrale.
Sempre il lunedì, a Palazzo Pepoli, Napolitano ha visitato il nuovo Museo della Storia di Bologna e nel pomeriggio si è recato alla Fondazione per le Scienze Religiose “Giovanni XXIII” e al Museo Dossetti (via San Vitale,114): qui c’è stata anche la intitolazione alla memoria di Beniamino Andreatta del Collegio Internazionale per la Fondazione la cui sede, in via san Vitale 116, è in corso di realizzazione. Presenti la signora Andreatta e i figli del professore. Durante la cerimonia è stata scoperta una targa alla memoria.
Subito dopo, la visita alla Fondazione Antonio Gramsci (Via Mentana, 2)
Martedì mattina, poi, il presidente della Repubblica ha incontrato a Palazzo d’Accursio il sindaco, la giunta, i consiglieri comunali, il presidente della giunta e gli assessori regionali, il presidente dell’Assemblea legislativa e i consiglieri regionali, il presidente, la giunta e i consiglieri provinciali.
Il presidente dell’Assemblea legislativa, Matteo Richetti, presente alla cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in Relazioni internazionali, si è rifatto direttamente alla lectio magistralis del capo dello Stato: “Dal presidente Napolitano – ha affermato Richetti - è arrivato l’invito alle forze politiche a ridurre la conflittualità, ad imporre trasparenza morale e competenza nei partiti, al dover scegliere la strada delle riforme, da attuare in Parlamento, così come ha chiesto all’Europa un salto di qualità nella sua azione di guida politica, mettendola in guardia da leadership deboli e incerte che accrescono il rischio di populismo. Dunque, a maggior ragione, di fronte alla lezione del capo dello Stato non si giustificano le contestazioni fuori dall’università di Bologna: Giorgio Napolitano ha rappresentato e rappresenta tuttora una guida sicura per il Paese, in un momento di fortissima crisi economica e istituzionale. E da subito, guardando in prospettiva anche all’uscita da questa fase di governo tecnico – ha chiuso il presidente dell’Assemblea legislativa -, la politica si deve rigenerare proprio sulla base del messaggio del presidente Napolitano”.
