Tutti gli affari delle mafie, Emilia-Romagna ‘Cosa loro’
06.02.2012
Presentazione
Silenziosa, senza sparare (ma, certo, intimidendo), entrando nelle aziende (con offerte spesso da dover accettare), prestando soldi a usura, partecipando ad appalti: sono i boss di Cosa Nostra, i capi di camorra e ‘ndrangheta, che investono i soldi provenienti dai loro traffici illeciti nella ricca Emilia-Romagna. E la nostra regione che diventa terra di conquista, economica più che sociale, nella quale la criminalità organizzata si muove mimetizzata dietro piccoli e medi imprenditori, dietro locali ed esercizi commerciali rilevati, con le buone o con le cattive, e trasformati nelle lavanderie di soldi sporchi da ripulire, da riciclare. E il rischio, se non già una realtà consolidata, è quello di ritrovarci in poco tempo a dover fare i conti con un’Emilia-Romagna colonizzata dalle mafie, come la Lombardia, passata attraverso un percorso analogo, almeno a sentire i resoconti di magistrati e investigatori in prima linea nella lotta al grande crimine.
E’ questa la realtà che emerge dal rapporto sulle mafie in Emilia-Romagna realizzato da Libera Informazione e voluto dall’Assemblea legislativa regionale, che ha deciso di non nascondere una realtà ormai evidente: la penetrazione delle Mafie al Nord, e l’Emilia-Romagna non rappresenta un’eccezione. Anzi… leggere per credere, e documentarsi. E denunciare. Infatti è questo il primo dovere di politici, amministratori pubblici e privati, di giornalisti e cittadini comuni: informarsi e fare informazione, denunciando, senza voltarsi dall’altra parte.
Azioni sul documento
- In questo dossier
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- Mafie senza confini, i boss ‘imprenditori’ puntano l’Emilia-Romagna
- Il Centro di documentazione verrà intitolato a Roberto Morrione
- Una legge contro la criminalità organizzata: Osservatorio regionale e prevenzione
- Banche, aziende, poliziotti: i pareri sulla legge regionale
- Richetti: “Non basta più dire ‘non abbassiamo la guardia’”
