Liberalizzazioni, dalle farmacie ai servizi: le ricadute in Emilia-Romagna

Cosa cambierà nella nostra regione dopo l’approvazione definitiva del decreto del governo Monti? Apriranno 390 nuove farmacie, mentre su tassisti e notai la situazione resta incerta. Fare il pieno non costerà molto meno, ma sulle assicurazioni qualcosa cambierà

16.02.2012

Presentazione

Dovrebbe essere in dirittura d'arrivo, nonostante i 1.770 emendamenti presentati, il voto del Parlamento sul decreto liberalizzazioni approvato lo scorso 20 gennaio dal governo Monti: un provvedimento che ha da subito suscitato un ampio dibattito e numerose polemiche, perché va a toccare concretamente diversi aspetti della vita quotidiana di tutti i cittadini. Le soluzioni proposte, infatti, non solo ridisegneranno la mappa di molti servizi, dai taxi alle farmacie passando per i notai, agevolando l'accesso alla professione, ma avranno conseguenze anche sui risarcimenti dalle assicurazioni in caso di sinistro, sulla scelta delle polizze mutui in banca, sul pieno al distributore e anche sulla bolletta del gas: in totale, sono previste novità in almeno quindici settori.

Il provvedimento ha impegnato anche l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, con il voto su tre risoluzioni, due presentate dal gruppo della Lega Nord e una da diversi consiglieri di maggioranza, dopo una discussione in Aula che si è protratta su due sedute.

Ma quali saranno le ricadute di queste liberalizzazioni nello specifico sui cittadini dell'Emilia-Romagna? Le risposte in questo dossier.

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16 febbraio 2012
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