Comunicati Aula

04/07/2012 12:44

TERREMOTO. SOS AGRICOLTURA, NOÈ (UDC) SERVONO FONDI E MODICHE NORME PER RICOSTRUZIONE. RABBONI. TERREMO CONTO DELLE ESIGENZE DELLE IMPRESE

I gravi danni subiti dal comparto agricolo e le misure urgenti da adottare per consentire la ripresa di attività che per loro stessa natura non sono “delocalizzabili”, oltre alle risorse destinate al settore, sono stati oggetto di un’interrogazione presentata in Aula da Silvia Noè (Udc) nel question time.

Molti edifici rurali, abitazioni, fienili, magazzini, - ha ricordato la consigliera - sono stati danneggiati o completamente distrutti. A fronte di leggi urbanistiche regionali che in zona agricola consentono “solo fedeli ricostruzioni”, con il mantenimento delle stesse forme, sedime e materiali, - ha sottolineato - si pone pertanto con urgenza il problema di come affrontare la ricostruzione per garantire un normale svolgimento di attività, che tra l’altro necessitano di immediati ricoveri per i prodotti raccolti. Noè ha quindi ha chiesto se la Regione è disposta ad apportare delle modifiche alle norme urbanistiche che consentano alle aziende agricole colpite dal terremoto una ricostruzione più funzionale alle nuove esigenze. A causa delle difficoltà economiche, e dell’urgenza degli interventi - ha infatti ricordato - gli agricoltori richiedono che siano consentiti nuovi criteri costruttivi orientati alla sicurezza ed antisimicità, alle riduzioni delle dimensioni e all’uso di materiali non tipici della zona agricola.

Per quanto riguarda le risorse, l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, ha ricordato che oltre ai 2,5 miliardi di euro di derivazione statale che alimenteranno il Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate in un triennio (500 mila entro il 2012 e un miliardo in ciascuno dei due anni successivi), ammonta a 135 milioni di euro la somma che la Conferenza Stato-Regioni ha destinato al Piano di sviluppo rurale dell’Emilia-Romagna finalizzati al risarcimento dei danni alla parte non edilizia delle agricole e agroalimentari danneggiate.

Per ciò che concerne la ricostruzione, il 14 giugno 2012 è stato sottoscritto un protocollo tra Regione, banche, consorzi fidi, Unioncamere Emilia-Romagna e associazioni imprenditoriali per la disponibilità di finanziamenti a medio lungo termine a tassi contenuti a favore di imprese colpite dal terremoto per consentire una rapida ripresa dell’attività produttiva e la piena funzionalità degli immobili. È inoltre prevista la destinazione di un primo plafond di risorse della Cassa depositi e presiti e della banca europea per gli investimenti da concordare con le banche per finanziamenti per la ripresa di tutti i settori produttivi (ricostruzione immobili, messa in sicurezza, ricostruzione scorte, acquisizione attrezzatura ecc.) di durata variabile tra i 5 e i 15 anni. Per la garanzie a favore delle imprese agricole, anche cooperative, il cosiddetto decreto per la ricostruzione - ha poi ricordato Rabboni - stanzia un fondo di 5 milioni di euro da attivarsi tramite Ismea-Sfga (la Società gestione fondi per l’agroalimentare dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) destinati ad abbattere le commissioni per l’accesso alle garanzie a carico delle imprese.

Disponibilità è stata poi espressa dall’assessore a proposito della richiesta avanzata da Silvia Noè di una flessiblità da parte della Regione a proposito delle norme attualmente vigenti in ambito urbanistico. Per quanto riguarda eventuali modifiche normative o deroghe per la ricostruzione di tipologie costruttive funzionali alle nuove esigenze delle imprese - ha detto l’assessore - la Regione, in un percorso di collaborazione e concertazione avviato con il Governo in contatto con gli enti locali interessati, si adopererà attivamente affinché il processo per un celere ed efficace ritorno alla normalità sia ampiamente partecipato e condiviso e tenga conto delle esigenze espresse dalle realtà imprenditoriali direttamente coinvolte.

Sul punto Noè, nella replica, ha giudicato la collaborazione assicurata dall’assessore “un termine apprezzabile ma generico”. Dovremmo poter contare su alcune deroghe e procedure semplificate - ha ribadito - auspicando un impegno della Regione affinché sia consentita quella flessibilità richiesta anche da tanti sindaci. Noè ha anche sottolineato l’urgenza dei problemi del comparto agricolo a fronte di risorse che - ha ricordato - arriveranno troppo tardi, mentre i sindaci lanciano un appello perché sono terminate le risorse anticipate per gestire l’emergenza. Bisogna - ha detto - mettere le zone colpite nelle condizioni di avere una immediata liquidità. Altro punto da chiarire - ha infine ricordato - a carico di chi sia lo smaltimento dei materiali di crolli e demolizioni, perchè la ricostruzione parte anche da questo.

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10 febbraio 2012
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