Dieci domande ai Garanti dei minori

10.12.2013

Chi sono i Garanti per l’infanzia e l’adolescenza e quali funzioni svolgono? Rappresentano davvero una figura chiave per la tutela dei diritti dei minori? Cosa cambierà e cosa è cambiato da quando sono stati istituiti? Sono alcune delle domande poste ai Garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza in occasione del convegno che si è tenuto giovedì 5 dicembre, presso l’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza di Ferrara, “Dieci domande ai Garanti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Attraverso una batteria di domande, poste dai frequentanti del Master “"Tutela,diritti e protezione dei minori" ai Garanti regionali, il convegno si è dato l’obiettivo di mettere in luce il ruolo e le funzioni di queste istituzioni di garanzia, offrire spunti di riflessione sui diritti dei minori, sviluppare un confronto sulle possibilità che i Garanti hanno per sensibilizzare altri attori istituzionali sui diritti dei bambini e degli adolescenti e per orientarne l’azione verso prassi più efficaci.
Forzatamente assente il Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Emilia-Romagna Luigi Fadiga, che non ha però mancato di inviare una sintesi sulle attività svolte nel corso del primo biennio e di prefigurare alcune piste di lavoro. La relazione è stato presentata dalla dott.ssa Emiliana Bertolini dello staff del Garante.

Questo convegno, ha scritto Fadiga, è un’ottima occasione per fare un primo bilancio sull’esperienza, peraltro ancora breve, dei Garanti. Con le sole eccezioni del Veneto e del Lazio e tenuto conto che è del 2011 la nomina dell’Autorità nazionale e di un buon numero di Garanti regionali, fra cui quello dell’Emilia Romagna, si può infatti dire che essa abbia appena un paio d’anni. E’ tuttavia un periodo sufficiente, ha specificato Fadiga, che ci permette di cogliere alcune tendenze e di evidenziare dei rischi, primo fra tutti la fragilità di queste figure. Per evitare che ai traguardi raggiunti seguano definitive retromarce, e che i Garanti regionali cadano fra qualche anno nel dimenticatoio, ha ribadito il Garante, occorre individuare per loro ruoli più incisivi in riferimento a tre ambiti: la funzione di tutore pubblico delle persone di minore età prive di legale rappresentante o in conflitto di interesse con i genitori; il potere di intervenire in giudizio in rappresentanza del minore nei casi in cui si controverte sui suoi diritti; il potere di costituirsi parte civile nei procedimenti penali dove il minore è vittima di gravi reati di abuso o di maltrattamento. Una prospettiva da costruire, ha concluso Fadiga, che chiama in causa il legislatore nazionale, che potrà a sua volta essere sensibilizzato dalla Conferenza nazionale dei Garanti regionali e dalla stessa Autorità nazionale di garanzia. Siamo in una fase in cui tutto il sistema di giustizia ordinaria e minorile va incontro a cambiamenti, ha detto infine il Garante, se tra questi potesse trovare il suo spazio anche la figura del Garante per l'infanzia, le sollecitazioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del Fanciullo troverebbero finalmente il loro effettivo e non effimero adempimento.

Le sollecitazioni di Fadiga sono state ampiamente riprese e discusse anche dagli altri Garanti regionali. Presenti all’incontro, Aurea Dissegna (Regione Veneto), Marilina Intrieri (Regione Calabria), Francesco Lalla (Regione Liguria), Rosy Paparella (Regione Puglia), Cesare Romano (Regione Campania), Raffaello Sampaolesi (Provincia Autonoma di Trento), Grazia Sestini (Regione Toscana), Italo Tanoni (Regione Marche) e da Laura Baldassare per l’Autorità nazionale.

L’iniziativa è stata promossa dalla direzione del Master “Tutela, diritti e protezione dei minori”, in collaborazione con l'Università di Ferrara e il Comune di Ferrara; con il patrocinio della Provincia di Ferrara, del Coordinamento Italiano dei Servizi Contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia (CISMAI), del Coordinamento Nazionale Comunità per Minori (CNCM) e del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA).

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