Attività

L’attività che il Garante svolge si muove lungo tre direttrici:

  • vigilare sulle condizioni di vitadelle persone detenute o comunque trattenute nei luoghi di detenzione dell’Emilia-Romagna per concorre ad assicurare il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali previsti dalla Costituzione italiana e dalla normativa internazionale, nazionale e regionale di riferimento e, in particolare, dal Protocollo facoltativo del 2002 alla Convenzione ONU contro la tortura ed altre pene inumane e degradanti del 10 dicembre 1984;
  • ricevere segnalazioni, sia individuali che collettive, in merito a diritti violati, compressi o sospesi nella loro piena attuazione, intervenendo anche d’ufficio presso le amministrazioni competenti per chiedere chiarimenti o spiegazioni e sollecitare gli adempimenti o le azioni necessarie.
  • promuovere la conoscenza e l’esercizio dei diritti delle persone detenute e le loro opportunità di partecipazione alla vita civile, anche attraverso attività di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sui temi del rispetto dei diritti umani e della umanizzazione della pena.

 

Il Garante svolge anche un importante ruolo di raccordo tra il “dentro“ e il ”fuori”, stimolando i territori a farsi carico della popolazione detenuta e a riconoscere alla stessa pieno diritto di cittadinanza.

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