Giovani e rischio povertà

16.06.2016

L’aumento della povertà è un’eredità che ci è stata lasciata dalla crisi economica e finanziaria che sta vivendo l’Europa. Secondo uno studio della Commissione europea la percentuale delle persone a rischio povertà, ovvero quelle con un reddito inferiore al 60% della media comunitaria, è passato dal 13.5% nel 2007 al 15.9% del 2014 nella fascia 20-64 anni. Ma la fascia d’età che ha accusato maggiormente la crisi è quella dei giovani: il 20% dei giovani 20-29 anni è a rischio povertà nel 2014, contro il 15% del 2007. Un aumento considerevole, che riguarda un po’ tutti i Paesi dell’Unione europea. Unica eccezione in questo quadro a tinte grigio scure è la fascia di età dei pensionati o comunque di coloro prossimi alla pensione. Infatti, dal 2007 al 2014, la percentuale della popolazione di ultra 65enni a rischio povertà è diminuita passando dal 20.3% del 2007 al 14.6% del 2014. Questo dato sembrerebbe dovuto alla maggiore stabilità dei redditi derivanti da pensione rispetto ai redditi di coloro che sono ancora parte attiva del mondo del lavoro.

 

giovani rischio povertà

 

Non ci sono dubbi quindi che la generazione dei cosiddetti “Millennials” sia quella che sta pagando più duramente gli effetti della crisi, come dimostrato anche dall’aumento del numero di giovani che tarda a lasciare l’abitazione dei propri genitori. Creare più opportunità di lavoro per i giovani è di fondamentale importanza se vogliamo che questi possano contribuire con le proprie tasse al funzionamento delle nostre società e anche a finanziare i sistemi pensionistici e di assistenza sanitaria per una popolazione europea che tende sempre più ad invecchiare. 

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