Cos'è il Corecom

ultimo aggiornamento: 24 maggio 2016

Il Comitato Regionale per le Comunicazioni dell’Emilia-Romagna (Corecom) svolge funzioni di governo e controllo del sistema delle comunicazioni sul territorio della Regione e indirizza la propria attività alla comunità regionale, in particolare cittadini, associazioni e imprese, operatori delle telecomunicazioni e al sistema dei media locali.

Istituito con Legge Regionale n. 1/2001, il Corecom è al contempo organo regionale, organo che svolge funzioni delegate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e organo che svolge funzioni amministrative per conto del Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento delle Comunicazioni.

Il Comitato Regionale per le Comunicazioni è composto da un Presidente e due componenti che, per l’esercizio delle proprie funzioni, si avvalgono di un’apposita struttura amministrativa individuata all’interno dell’Assemblea legislativa regionale.


Un po' di storia

Il Corecom Emilia-Romagna è stato istituito con Legge regionale n. 1/2001, in attuazione della Legge n. 249/97 che ha introdotto nell’ordinamento italiano l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) con competenze relative all’intero sistema delle comunicazioni (stampa, radiotelevisione e servizi di telecomunicazione). Riconoscendo inoltre le esigenze di decentramento sul territorio al fine di assicurare le necessarie funzioni di governo, garanzia e controllo in tema di comunicazione, la stessa legge afferma che «sono funzionalmente organi dell’Autorità i comitati regionali per le comunicazioni, che possono istituirsi con leggi regionali entro sei mesi dall’insediamento, ai quali sono altresì attribuite le competenze attualmente svolte dai comitati regionali radiotelevisivi. (…) L’Autorità, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, adotta un regolamento per definire le materie di sua competenza che possono essere delegate ai comitati regionali per le comunicazioni» (art. 1, comma 13).

In seguito al mutamento del quadro normativo regionale e centrale, l’organismo ha vissuto una fase istituzionale caratterizzata da un profondo rinnovamento sia in termini di composizione che di funzioni e compiti. La riforma costituzionale del 2001 (che ha attribuito alle regioni potestà legislativa in tema di ordinamento della comunicazione) e la volontà di ridurre i costi della politica si sono tradotte in una legge di riforma (la L.R. n. 27/2007), che ha portato ad una composizione del Comitato più snella rispetto al passato (da nove a tre componenti), ad una riduzione della spesa e ad un contestuale ampliamento delle funzioni e delle attività e quindi dei servizi pubblici resi ai cittadini nei diversi ambiti in cui si articola la comunicazione (telecomunicazione, radiotelevisione, internet, editoria).

A marzo 2004 – a seguito della sottoscrizione di una convenzione con l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni - il Corecom ha avviato la gestione sperimentale di funzioni delegate in tema di comunicazioni.

I positivi risultati conseguiti nel triennio di sperimentazione (2004-2006) e nei due anni di gestione ordinaria hanno permesso all’Emilia–Romagna di proporsi come interlocutrice privilegiata dell’Autorità nell’ambito del processo di revisione dell’Accordo Quadro fra Autorità e Regioni che ha portato, a dicembre 2008, all’approvazione di un nuovo testo, caratterizzato dall’estensione delle materie delegabili e dalla conseguente crescita del ruolo istituzionale dei Comitati Regionali per le Comunicazioni.

In esecuzione di tale Accordo, il 10 luglio 2009 è stata siglata la nuova convenzione fra Autorità e Corecom Emilia-Romagna – in vigore dall’1 ottobre 2009 – che ha attribuito al Corecom stesso tre nuove deleghe, aggiuntive a quelle già gestite dal 2004: la definizione delle controversie nel contenzioso in materia di telecomunicazioni; il monitoraggio dell’emittenza locale e la gestione del Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC).

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