Ravenna città d'acque

Memoria, Patrimonio

ASD Trail Romagna di Ravenna coinvolgerà gli studenti di:IC Ricci Muratori di Ravenna, IC Randi di Ravenna, IT Morigia-ITAS Perdisa in un percorso disegnato all'interno della città, collegando le aree verdi attraverso le antiche e nuove vie d'acqua. Un viaggio attraverso le stratificazioni urbanistiche e idrografiche che si sono succedute nei secoli dalla Ravenna romana, a quella bizantina poi medievale fino alla città dei giorni nostri per far conoscere e ri-emergere la storia del rapporto indelebile tra l'acqua e Ravenna, un'antica capitale che non può prescindere dal forte legame che ha sempre avuto con l'acqua. Un percorso più lungo che significativamente toccherà l'antico Porto di Augusto e Ponte Nuovo, ultima grande opera del riassetto idrico della città operato dal Cardinale Giulio Alberoni -affiancato da un percorso urbano che accompagnerà gli studenti nella ricerca di scomparse reti idrografiche di Ravenna su antiche mappe (ricerche realizzate da Gian Franco Andraghetti). Un percorso che porterà al riconoscimento di questi siti ."sospesi nel tempo" nella rete urbana, attraverso toponimi (strade), strutture architettoniche in disuso (mulini), fonti abbandonate, antichi lavatoi scomparsi, pozzi.

Un percorso "emerso" rinnovato di coscienza contemporanea sulla trasformazione della città di una "archeologia" della memoria "sopita" che fa parte della storia sociale delle acque a Ravenna. Tra le tappe il canale Candiano, passato, presente e futuro della nostra città.

Dalla Ravenna romana, con il suo acquedotto che solcava il Fiume Ronco fino all'antica torre piezometrica nascosta dal Duomo con il vicino Battistero che probabilmente ospitava le terme, con l'immenso porto militare di Classe che si estendeva su vari bacini fino all'attuale zona Ospedale, alla Ravenna bizantina con il Padenna che l'attraversava parallelamente alla linea di costa passando proprio tra Piazza del Popolo e piazza dell'Aquila (poi tra via Baccarini e Mazzini etc). E Piazza Andrea Costa, allora centro della città, con il Lamone poi Flumisellum che dopo aver attraversato via Cavour sfociava sul Padenna bagnando le scale di San Michele in Africisco di cui oggi rimangono solo il campanile e parte dell'abside ormai spoglia ben nascosti tra i negozi del centro.

E dentro un negozio dall'altro lato della piazza, a far capolino tra gli scaffali, l'effige della madonna del Pozzo a raccontarci il controverso rapporto della città con l'acqua, abbondante o straripante e al tempo stesso rara e preziosa come quella potabile. Da pozzo a pozzo,  come quello custodito tra i chiostri della Classense che dissetò migliaia di ravennati quando,  collocato nella piazza maggiore, raccoglieva acqua artesiana. Dalle memorie storiche ai luoghi ancora vivi nella memoria dei più anziani che saranno protagonisti dei racconti

Trail Romagna selezionerà una serie di itinerari in città: ogni scuola potrà sceglierne uno o più di uno per la propria passeggiata, o quello più vicino al proprio Istituto o comunque quello attraverso cui ritiene di potere sviluppare un progetto. Concordemente con l'insegnante sarà poi possibile approfondire tematiche specifiche compatibili con l'itinerario prescelto.

Verrà consegnato materiale didattico specifico per ogni percorso:

roadbook, guida sintetica che accompagna lungo i punti di interesse della passeggiata;

historybook, tavola cronologica;

literarybook, citazioni di fonti storiche, brani letterari inerenti al tema.

 

 

 

 

Tappe progettuali:

 

Fase 1 (dicembre 2015): incontro di preparazione con i docenti che ha l'obiettivo di presentare il progetto e illustrare il materiale 

 

Fase 2: (gennaio - febbraio 2016) incontri con gli studenti a scuola gestiti da studiosi (docenti universitari, specialisti nel settore ambientale, storico, architettonico, ecc.) che stimoleranno la curiosità e l'elaborazione personale degli studenti.

Tre momenti di formazione a scuola con Pietro Barberini, giornalista e ricercatore

 

Fase 3: itinerario in città alla scoperta delle vie d'acqua.

Si veda il fotoracconto della prima visita effettuata da una classe dell'IC Randi il 17 maggio, con la conduzione dell'esperto Pietro Barberini.

La seconda visita si è svolta l'indomani, mercoledì 18 maggio, con grande interesse da parte dei partecipanti dell'IC Ricci Muratori , che avevano già approfondito i temi duranti i laboratori in classe. Si veda il fotoracconto.

Sabato 21 maggio si è svolta la terza e ultima uscita, con la classe I F delle scuole medie Ricci Muratori, le cui immagini sono visualizzabili in questo fotoracconto.

 Si veda anche il lavoro svolto in classe dalla 1D della Ricci Muratori con la Prof.sa Elmare Lucia, dal titolo "Mappe mentali"

 

Fase 4: elaborazione finale

 

Fase 5: possibilità, per l'intera scolaresca, di relazionare il percorso durante una vera e propria lezione universitaria di approfondimento.

 

 

Risultati attesi:

Attraverso il lavoro progettuale, quello sul campo e i report prodotti in contesti scolastici la rete guidata da Trail Romagna si propone di raggiungere i seguenti scopi:

- accrescere la conoscenza e la consapevolezza degli studenti, quali futuri cittadini, dello spazio urbano quale fondamentale contesto di ricchezze e patrimoni non sempre conosciuti e fruiti, i quali oltre che essere valutati e osservati nella loro unicità, vanno salvaguardati, mantenuti, riqualificati e possibilmente "condivisi" in misura sempre maggiore;

-potenziare la capacità di lettura ed interpretazione degli studenti in relazione all' importanza della stratificazione e sedimentazione della storia che ci circonda, come ad esempio capire la morfologia della città attuale;

- stimolare negli studenti l'assunzione di "buone pratiche" e azioni in linea con concetti di sostenibilità ambientale convincendoli che, anche se limitatamente alla loro realtà locale, tali comportamenti possono concorrere al superamento di alcuni fattori di degrado urbano/ambientale e al contempo ad una maggiore tutela del patrimonio collettivo;

- infine sollecitare la loro fantasia al fine di produrre report finali che ben possano essere condivisi anche in un contesto sociale più allargato quali esempi di forme innovative e significative di educazione al patrimonio. 

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