“RIAPPROPRIARSI, MANTENERE, PROTEGGERE"

Diritti

Si è concluso il 5 giugno il progetto realizzato dal Liceo Chierici di Reggio Emilia:

 

 

L'incontro ha rappresenta la tappa conclusiva del progetto omonimo che ha impegnato le classi IV A e V F del liceo artistico Gaetano Chierici nello sviluppare un percorso sui beni artistici più importanti della città di Reggio Emilia. Da gennaio ad aprile, gli studenti coinvolti hanno dunque riscoperto alcune delle realtà più interessanti del territorio, guidati da alcuni esperti che hanno loro spiegato quali sono le procedure che portano alla scelta di un bene come patrimonio dell’umanità: il percorso si è concluso con una visita alla sede generale dell'Unesco a Parigi.

Durante il convegno del 5 giugno è stato presentato il video - documentario realizzato dagli studenti sul progetto sviluppato, che è stato riconosciuto tra i migliori percorsi presentati nell'ambito del progetto conCittadini. 

Il progetto ha permesso ai ragazzi del liceo Chierici di approfondire la realtà dei beni artistici cittadini, partendo dal presupposto che il mondo è la nostra casa, la pace la nostra speranza e l’arte la nostra vita. Obiettivi progettuali:

visitare l’Unesco, la sede generale di Parigi ed essere ricevuti per conoscere le procedure che portano alla scelta di un bene come patrimonio dell’umanità. Tenendo conto della mission della scuola, un liceo artistico, nulla poteva essere più importante dell’internazionalità di un progetto che porta nel cuore dell’arte, della pace nel mondo, della sostenibilità ambientale, culturale, civile, scientifica.

Il progetto è iniziato a dicembre. Sono stati presi contatti con l’IBC (istituto per i beni culturali della nostra Regione), in particolare con Margherita Sani, con la quale è stato progettato un percorso di incontri per delineare la parte di conoscenza specifica, con le studentesse quella pragmatica di autoformazione.

Gli incontri hanno visto alternarsi nella sala delle Colonne della scuola esperti IBC (Valeria Cicala e Vittorio Ferorelli) per capire cos’è un bene culturale, l’architetto Walter Baricchi (presidente club amici per l’Unesco di Reggio Emilia e dell’ordine degli architetti) per conoscere il percorso dei castelli matildici presentato all’Unesco, ma non approvato e per capire in cosa consiste una procedura per promuovere la candidatura di un bene per divenire bene per l’umanità. L’architetto Baricchi ha illustrato successivamente la reggia di Rivalta, secondo studi ancora inediti.

 

Il 21 gennaio e il 27 febbraio le ragazze e i ragazzi della IV A del Liceo "Chierici" di Reggio Emilia hanno vissuto due momenti progettuali importanti.

Di seguito il resoconto integrale dell'incontro del 21 gennaio 2015 con gli esperti dell'Istituto per i Beni culturali dell'Emilia-Romagna

 

“Il giorno 21 Gennaio 2015, la dottoressa Valeria Cicala (giornalista e antichista) e il dottor Vittorio Ferorelli (giornalista e scrittore), esperti dell’Istituto per i Beni Culturali (IBC) della regione Emilia-Romagna, che ha sede a Bologna, sono venuti nella sala delle Colonne del Liceo Artistico Gaetano Chierici di Reggio Emilia per  mostrare a noi studenti di IV A e di V F del liceo l’importanza dei beni culturali, far capire cos’è un bene culturale, la sua divulgazione, la sua valenza in Italia, in Europa e nel mondo.

 

Un’interessantissima lezione, o meglio una spiegazione interattiva, che ha fatto capire anche quanto un bene culturale sia un valore identitario e segno culturale di

un epoca, un periodo storico e non solamente come ‘qualcosa’ di importante come in maniera stereotipata si crede, cioè non solo quella che comunemente verrebbe considerata un’opera d’arte. Hanno illustrato anche in cosa consiste l’IBC della nostra regione la sua valenza e importanza come unico nel panorama regionale italiano, il suo sito e l’operosità, gli studi, le attività, i concorsi, che mette in campo, la propria rivista, una vera e propria wunderkammer dalle notevoli e impensabili valenze per uno studente di scuola superiore e in particolare di un liceo artistico. E’ stata una piacevole quanto colta scoperta, che permette di conoscere il patrimonio prezioso del beni culturali della nostra Regione, l’IBC come possibilità di studio e approfondimenti inimmaginabili e anche in modo interattivo, dinamico, divertente e coinvolgente, che appassiona.

 I due esponenti, Cicala e Feforelli, hanno introdotto il discorso menzionando tre termini fondamentali: "riappropriarsi, mantenere, proteggere". Termini, che creano le fondamenta per una cultura giovanile più aperta ed esposta alla conoscenza, e alla consapevolezza della grande rilevanza che i cosiddetti: "beni culturali" danno alla testimonianza della cultura umana.

riappropriarsi consiste nel rifare proprio, un bene della comunità. Ogni essere umano, deve sentire suoi tutti i patrimoni della sua cultura, cercando di mantenerli al meglio nel proprio piccolo, senza danneggiarli; e proteggerli per garantire una testimonianza alle generazioni future.

Cicala e Ferorelli hanno posto la domanda: "Cosa sono i beni culturali?" e subito si è creato un interessante dibattito tra ragazzi ed esperti, arrivando alla conclusione con un magnifico e ampio responso. I beni culturali sono tutti beni designati da ciascuno Stato come importanti per l'archeologia, l'etnologia o l'antropologia e tutto ciò che è cultura; in parole semplici, importanti per la testimonianza dell'umanità. Questi, vengono suddivisi in categorie e catalogati in modo ben preciso. La catalogazione é necessaria, in quanto senza di essa non si può affermare che quel determinato bene culturale é effettivamente un bene della comunità e soprattutto per conservarne traccia e far sì che non vada disperso, sia sempre consultabile e si possa studiare. La catalogazione prevede tempi lunghi e viene effettuata da persone competenti che si recano sul luogo del futuro bene, descrivendolo minuziosamente. Grazie al lavoro dell'istituto e del Ministero per i Beni Culturali, possiamo vantarci di un prezioso e inestimabile bagaglio culturale, che se mantenuto adeguatamente farà parte della storia dell’umanità.

 Il dibattito si è sviluppato su vari fronti, per esempio su cosa per ognuno di noi conserverebbe come bene culturale e a questo punto è intervenuta anche la dott.ssa Margherita Sani, esperta dell’IBC: è stato sorprendente scoprire che le cose della quotidianità, fra qualche anno, possono essere bene culturale come, per esempio, un portasapone, come ha indicato proprio la dott.ssa Sani, un oggetto del quale quando si viaggiava non si poteva fare a meno, che oggi i giovani come noi non sanno più bene cosa sia.

 Interessante è stato scoprire anche realtà del nostro territorio di cui non eravamo del tutto informati come il Teatro Sociale di Gualtieri. Ma soprattutto, oltre ad elementi di legislazione in materia di beni culturali, ci è piaciuto scoprire come il semplice, ciò che non consideriamo, per esempio, carteggi, che in questo momento sembrano insignificanti possano divenire patrimonio culturale della comunità, perché ci permettono di ricostruire la vita di un artista, di un autore e, in questi, che sono anche i giorni della Memoria, che non si esaurisce di certo il 27 gennaio, anche uno straccio di carta sfuggito alle persecuzioni è segno di storia, simbolo di libertà, ricordo di tante vittime sacrificali, perché sempre sia vittorioso  il vivere civile nel rispetto dell’umanità, dei diritti dell’uomo, verso i quali si libra l’arte e la cultura.

Alice Catellani e studentesse IVA"

 

 Il 27 febbraio si è svolta la Visita-Studio in Assemblea, con la partecipazione anche della VA, qui di seguito raccontata:

 

"E’ stata un’esperienza molto formativa, emozionante e ottima per i noi giovani 

Il 27/02/2015 noi, una delegazione di alunne della classi IVA e VF, del Liceo Artistico Gaetano Chierici, insieme alla professoressa Maria Giuseppina Bo, siamo andate a visitare l’assemblea Legislativa regionale e, quindi, il parlamento dell'Emilia Romagna, a Bologna. E' stato molto interessante ed emozionate entrare nell'aula parlamentare, visto che non tutti possono entrarvi, vi accedono solo i consiglieri e gli assessori regionali e noi ragazzi. Quest'aula non viene prestata né per convegni, né per eventi.

Abbiamo conosciuto la consigliera regionale Roberta Mori, presidente della commissione VII permanente “per la promozione di condizioni di piena parità tra donne ed uomini” che, nonostante avesse una riunione inerente il suo ruolo, è riuscita a dedicarci del tempo, spiegandoci che questo parlamento ha lo scopo di investire sui giovani e che qui si legifera, scrivendo ed approvando le leggi dell'Emilia Romagna e cercando, quindi, con queste oltreché di ben governare, di fare divenire i cittadini più responsabili. La Regione ha , si può così definire, una propria costituzione.

L'impegno che tutti coloro che fanno parte di questa sede regionale è quello di creare una rete fra le costituzioni delle diverse regioni d’Italia.

La “Madre” di tutte le leggi, cioè la nostra Costituzione  italiana, dalla quale debbono discendere tutte le leggi ed anche  quelle regionali.

Oltre a Roberta Mori, si è intrattenuta con noi la consigliera, Silvia Prodi, che raccontando la sua esperienza, ci ha detto, fra le altre cose, che è stata anche presidente di un consiglio d'Istituto nella scuola frequentata uno dei suoi figli.

Ha inviato a noi un indirizzo di saluto anche la consigliera regionale Ottavia Soncini, Mori, Prodi e Soncini sono reggiane, tutte e tre elette in regione nella nostra provincia.

Funzionarie della Regione, in particolare la responsabile di conCittadini, Rosy Manari che ci ha accolto insieme a Laura Bordoni e Giusy Rositano, ci hanno spiegato come i progetti regionali rivolti a ragazzi, istituzioni, organismi non governativi, associazioni, CCCR ( consigli comunali dei ragazzi),  si impegnano per sviluppare la difesa dei diritti civili, sociali, politici, umani di tutti i cittadini e le persona in genere, compreso quello al lavoro.

Queste funzionarie, fra cui Laura Bordoni, ci hanno spiegato a cosa serve la  nostra Costituzione repubblicana, la più bella al mondo, che si apre con il primo articolo, che   recita: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e la sovranità appartiene al popolo”. La Costituzione Italiana contiene 139  articoli, i primi dodici vengono nominati i principi fondamentali. Le consigliere Prodi e Mori, ci hanno fatto capire l’importanza della democrazia, che serve anche a costruire la cultura della stessa. Consigliere e funzionarie ci hanno spiegato i vari passaggi lunghi ed impegnativi, che occorrono per  far “nascere” una norma, una legge regionale.

Tutti i consiglieri, senza alcuna distinzione, di maggioranza e minoranza possono presentare disegni e progetti di legge, che seguono l’iter, vengono discussi e se approvati se ottengono la maggioranza dei consensi.

Il progetto di legge viene portato  in parlamento regionale, dalla presidente dell'assemblea, la quale lo invia alla commissione (ascoltano le associazioni, ed i cittadini).

Le associazioni possono fare proposte che verranno o accettate o rifiutate dai consiglieri. Il progetto di legge viene licenziato dalla commissione e arriva in aula,   definita “Sovrana” nel quale si può modificare il testo di legge. Se la Presidente l'approva, la legge viene pubblicata in un bollettino on line.

In questa grande sala composta da più di ottanta posti vengono svolte   le sedute che possono svolgersi alla mattina o alla sera. L'aula resta aperta fino a mezzanotte. Nella sedia centrale più alta si siede la presidente dell'assemblea, in segno di  rappresentanza dei consiglieri.

In fondo all'aula siedono i giornalisti e dopo di loro trova posto il pubblico.

I consiglieri lavorano nelle commissioni per settimane, le commissioni sono sei.

Noi abbiamo chiesto alle consigliere e alle funzionarie diverse domande sia di carattere giuridico, sia inerenti al progetto che è stato ben spiegato dai noi stesse. Abbiamo trovato, come si evince da quanto scritto e abbiamo ricevuto incoraggiamenti, suggerimenti e complimenti dalle consigliere Mori e Prodi, quest’ultima si è intrattenuta con noi tutto il tempo della vista e ci ha incoraggiato sia nel lavoro scolastico, sia in quella di conoscenza in genere e a studiare tanto e tutto, perché tutto nella vita serve ed emerge anche quando meno ci se lo aspetta.

E’ stato per tutte noi un’esperienza emozionante, che consideriamo ottima esperienza non solo per la nostra formazione e soprattutto molto utile per noi giovani.

Anna Barilli, IVA "

 

Per visualizzare il foto-racconto della visita clicca QUI

 

 Ha chiuso questo percorso informativo l’incontro con Fausto Giovanelli, presidente del Parco

Nazionale dell’Appennino Tosco- Emiliano, che ha spiegato la candidatura Unesco Mab (programma man and biosphere) per il parco stesso in corsa per essere riconosciuto dall’Unesco nel novero dei parchi naturali come quello di Yellowstone.

Il percorso di autoformazione ha visto le studentesse riscoprire: i Musei Civici, la Cattedrale, laBiblioteca Antonio Panizzi, il Museo del Tricolore, il Museo dei Frati Cappuccini, la reggia diRivalta, il Mauriziano, la basilica della Ghiara, la triade magica dei monasteri di Reggio Emilia e le vie d’acqua fra Medioevo e Rinascimento.

 

 

Infine il 24 marzo 2015 si è svolta la tanto attesa visita all'UNESCO a Parigi.

Per leggere il resoconto dell'arrivo all'UNESCO, a cura della referente del progetto, Prof.ssa Maria Giuseppina Bo, clicca QUI

Una volta ricevute nella Sala III della maison dell’Unesco (World Heritage center), le studentesse hanno occasione di intervistare il dott. Livio Garuccio, funzionario che opera nel settore cultura per progetti speciali, in particolare rivolti ai paesi in via di sviluppo.

Il resoconto dell'intervista è scaricabile cliccando QUI

 

Dichiarazioni:

Referente, responsabile del progetto, Mariagiuseppina Bo:

“E’ stato come raggiunger un sogno. Da una parte le studentesse con passione e coraggio hanno

scoperto cose da sempre viste, ma mai comprese e conosciute nel loro vero significato. Dall’altra si

è compiuta la misson della scuola: raggiungere, vedere, vistare un luogo come la sede Unesco di

Parigi nel 70° della sua fondazione, che è divenuto il fulcro di programmi internazionali in una

scuola, un liceo artistico, che va nel gotha della conservazione del meglio dell’ arte, della cultura,

scienza, pace e diritti di civiltà. Solo la passione, una forte motivazione interesse, ha fatto superare

loro difficoltà, incomprensioni, fino ad arrivare alla meta prefissata.

  

 

Dirigente: Maria Grazia Diana:

 

A loro va un grande grazie per l’impegno, coraggio, passione, e la capacità di autoformarsi, di

imparare ad imparare, di ‘gettarsi’ nell’avventura e caprine l’efficacia.

Hanno imparato ad ‘ Imparare facendo’ e cogliendo l’importanza di un progetto transdisciplinare

e multidisciplinare di respiro internazionale che le porta a comprendere che i loro confini sono il

mondo”

La visita della sede Unesco di Parigi è stata la felice conclusione di un progetto che ha voluto

rendere consapevoli un gruppo di studenti del liceo artistico di come sia complesso ed

appassionante la validazione di un bene culturale nella sua accezione più articolata. Hanno

compreso la molteplicità di aspetti e valenze che lo possono caratterizzare e di come arte e pace

siano obbiettivi globali dell'umanità: celebrare sul posto i 70 anni dell’Unesco nella sua sede ha

reso gli studenti testimoni attivi per la valorizzazione dei beni culturali dal locale al globale.

 

Per saperne di più sul sito della scuola clicca QUI

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