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Regione. Autonomia, Bianchi aggiorna su tabella di marcia per istruzione e lavoro; plauso dal dem Boschini, scettico Foti (Fdi-An)

Per il consigliere di opposizione si parlerà di autonomia in Parlamento solo a maggio, ma per l’assessore il percorso avviato è materiale essenziale per la prossima legislatura

14/12/2017 14:11

Una gestione del mercato del lavoro più vicina al territorio e una programmazione nel comparto istruzione, in termini di risorse e di personale, più certa. Sono due dei punti toccati dall’assessore Patrizio Bianchi che questa mattina ha aggiornato la commissione Cultura, scuola, formazione e lavoro, presieduta da Giuseppe Paruolo, sullo stato di avanzamento della contrattazione tra Emilia-Romagna e Governo per la concessione di maggiore autonomia, in questo caso specifico su lavoro e istruzione. Seduta che ha visto da una parte Tommaso Foti di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale definire gli attuali lavori portati avanti dalle Regioni (Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto) “meritori” ma disallineati “nei tempi”, mentre dall’altra Giuseppe Boschini del Partito democratico invita a “mettere nero su bianco la futura intesa con i ministeri per evitare di dover ripartire da zero”. Perché sembra ormai chiaro che il Parlamento non riuscirà a trattare l’argomento ‘autonomia regionale’ prima dello scioglimento delle Camere anche se, ha garantito l’assessore Bianchi, “questo non è tempo perso (riferendosi agli incontri che stanno continuando, ndr) ma serve a produrre un’intesa che puntiamo a consegnare entro la chiusura della legislatura”.

Le proposte sul lavoro. Di fatto sul tavolo del confronto l’Emilia-Romagna chiede “di essere messa nelle condizioni- si legge nel documento della Regione- attraverso la garanzia di risorse stabili, di dare concretezza alle prestazioni di politica attiva del lavoro”. Come? Basandosi su standard europei per quanto riguarda “il numero di operatori dei centri per l’impiego, la qualificazione dei servizi offerti, le sedi, le dotazioni tecnologiche, rafforzando anche la capacità di agire in cooperazione con soggetti privati accreditati”. La Regione, attraverso il coinvolgimento dell’Agenzia regionale per il lavoro, richiede poi “autonomia nell’attuazione dello sportello per il lavoro autonomo e nella definizione di ulteriori servizi rivolti ai giovani, al fare impresa e a particolari target”.

In pratica, ha sottolineato l’assessore Bianchi, la proposta condivisa tra Emilia-Romagna, Lombardia e Governo, è quella di “riportare la gestione del lavoro il più vicino possibile al mercato, ovvero inserirlo nel territorio di riferimento”. A questo si aggiunge la volontà di “armonizzare- ha sottolineato l’assessore- le politiche attive per il lavoro (in capo alle regioni) e quelle passive (che rimangono comunque in capo all’Inps)”.

Le proposte sull’istruzione. Mentre sull’altro tavolo specifico, la volontà è quella di “assicurare- si legge nel documento della Regione- una adeguata dotazione dell’organico a disposizione dell’Ufficio scolastico regionale; permettere, al termine di percorsi quinquennali di istruzione professionale l’acquisizione di crediti per ottenere il certificato Ifts; ottenere risorse per stabilizzare l’offerta di istruzione e formazione professionale e potenziare l’offerta dell’istruzione tecnica secondaria”. Obiettivi discussi ma su cui le parti in causa, ha sottolineato l’assessore, si aggiorneranno durante le prossime settimane.

Il dibattito. Le azioni sintetizzate dall’assessore Bianchi in commissione hanno trovato il favore del democratico Boschini soprattutto per quanto riguarda il lavoro. “E’ fondamentale- ha rimarcato l’esponente Pd- che Lombardia ed Emilia-Romagna, pur rappresentando concezioni opposte e modelli di sviluppo molto differenti in materia di lavoro, abbiano trovato un punto di incontro. E’ un bene che si sposi lo stesso percorso”. Ma sulla gestione del personale scolastico Boschini ha voluto mettere in guardia l’assessore: “E’ un tema molto delicato e di difficile soluzione”.

Il presidente Paruolo ha invece portato l’attenzione sulle differenze di gestione tra insegnanti di sostegno, educatori e altro personale. Differenze su cui, per il democratico, si “potrebbero avviare delle sperimentazioni di gestione nell’ottica di migliorare il sistema del sostegno”.

Intervento tutto politico quello di Foti (Fdi-An) che ha rimarcato, ancora una volta, come “tutto il processo attivato con l’articolo 116 della Costituzione abbia solo un fine elettorale”. Poi, specificando il possibile cronoprogramma dell’autonomia ha sottolineato: “Lo stanziamento di risorse avverrà solo nella nota di aggiornamento del Def, quindi a giugno. Le elezioni saranno a marzo, quindi prima di maggio difficilmente si parlerà di autonomia regionale”.

(Andrea Perini)

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