SANITA’. PROCREAZIONE ASSISTITA, 1.300 GRAVIDANZE NEL 2015 TRA PUBBLICO E PRIVATO

Bilancio dell’attività in commissione Parità. Mori: “fertilità e salute della donna patrimonio di tutta la società”. Consigliere Pd chiedono notizie su prevenzione infertilità. Fi: quanti aborti dopo i 90 giorni?

14/09/2016 16:04

Nel 2015 i centri pubblici hanno assistito 3.400 coppie e somministrato 4.000 cicli di trattamento per la fecondazione in vitro omologa a cui sono seguite circa 700 gravidanze. Nei sette centri privati le coppie accolte sono state circa 2.000, sono stati somministrati 2.700 cicli ai quali hanno avuto seguito 450 gravidanze. Per quanto riguarda l’inseminazione in vitro nei quattro centri privati presenti in Regione sono stati trattate circa 600 pazienti con circa 850 cicli eseguiti e sono state ottenute 100 gravidanze, mentre nei quattro centri privati sono state trattate 300 pazienti, i cicli eseguiti circa 500 e una sessantina le gravidanze ottenute. E’ l’attività di procreazione assistita in Emilia-Romagna nei sei centri pubblici (due in Romagna, 1 a Bologna e 3 in Area vasta Emilia Nord) e sette privati non convenzionati relativa al 2015: in totale dunque circa 1.300 gravidanze. Ne hanno parlato oggi i tecnici dell’assessorato alla sanità in un’informativa sulle azioni regionali per la salute della donna e a tutela “della fertilità e prevenzione delle cause di infertilità” che si è svolta in commissioneper la parità e i diritti delle persone, presieduta da Roberta Mori.

L’inseminazione eterologa praticata nei due centri pubblici di Bologna e Cattolica sempre nel 2015 ha interessato una cinquantina di coppie e ha dato seguito a una quindicina di gravidanze. “Dal 2014- hanno segnalato ancora i tecnici- la Regione Emilia-Romagna ha inserito il trattamento della sterilità nei Livelli essenziali di assistenza e ha lavorato per il rafforzamento della rete assistenziale per le coppie che hanno l’esigenza di ricorrere alla procreazione assistita. A breve- hanno riferito dall’assessorato- partirà una campagna di comunicazione per la donazione dei gameti che tutti i centri sono ora pronti ad accogliere.

“In vista della Giornata nazionale dedicata alla informazione e formazione sulla fertilità umana, fissata dal Consiglio dei Ministri il 22 settembre, e a seguito di una campagna comunicativa del Ministero della Salute molto criticata da più parti- ha dichiarato la presidente Roberta Mori- come Commissione abbiamo voluto tornare al merito e, in particolare, alle azioni promosse dalla Regione Emilia-Romagna per la salute e il benessere di donne e uomini, compreso l’obiettivo di una miglior tutela della loro fertilità. Come emerso dall’informativa- ha sottolineato la presidente- l’approccio culturale e sostanziale della nostra Regione è quello dell’innovazione e integrazione dei servizi.  La fertilità dipende da innumerevoli fattori e non è semplificabile in slogan. Soprattutto è una risorsa dell’intera società e in questo senso le istituzioni devono promuovere le condizioni affinché gli ostacoli alla procreazione vengano superati”.

Nel corso dell’informativa i tecnici hanno riferito sulle misure promosse a livello regionale in termini di tutela della salute, prevenzione e promozione dei corretti stili di vita che- è stato detto- hanno importanti implicazioni anche sotto il profilo della fertilità di uomini e donne e per questo necessita di un approccio integrato tra diverse professionalità e servizi. Tra le iniziative citate la campagne di screening contro i tumori della cervice uterina e mammari, la campagna di prevenzione sulle malattie sessualmente trasmissibili che raggiunge ogni anno il 17% degli studenti in età tra i 14 e i 19 anni, quindi nell’arco dei 5 anni delle superiori quasi il totale degli studenti. Sottolineata anche l’importanza dei consultori familiari per promuovere e garantire salute. Sul tema delle interruzioni di gravidanza la presidente ha annunciato che la commissione, per quanto di competenza, terrà un incontro di approfondimento sui dati 2015 resi disponibili dalle Ausl.

Per chiarimenti e osservazioni sono intervenuti: Barbara Lori (Pd) che ha posto l’accento sulla rilevanza di integrare su temi della salute anche il lavoro dei servizi sociali dei comuni, Luciana Serri (Pd) che ha sottolineato l’importanza di far conoscere come certi stili di vita possano determinare l’infertilità e di cui ha chiesto di conoscere se esistono dati a livello regionale. Francesca Marchetti (Pd) ha sollecitato una maggiore informazione non solo nel mondo della scuola e una campagna sulle patologie al primo posto tra le cause di infertilità sia maschile che femminile; Silvia Prodi(Pd) ha voluto “stigmatizzare la campagna del ministero perché la salute della donna- ha detto- è un bene in sé e non deve essere data alla fertilità un valore autonomo”. Enrico Aimi (Fi) ha tra l’altro chiesto i dati sulle interruzioni di gravidanza praticate dopo i 90 giorni.

(Isabella Scandaletti)

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