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Sicurezza. Nuova legge sulla polizia locale all’unanimità /il dibattito

25/07/2018 18:55

Durante la discussione sul progetto di legge sulla Polizia locale dai banchi del Movimento 5 stelle Andrea Bertani ha dichiarato di aver “apprezzato il modo in cui si è lavorato. Si sono affrontati singolarmente i vari temi e trovato una quadra insieme. Oggi si è arrivati a un buon risultato. Abbiamo anche inserito il concetto delle discriminazioni di genere”. Unico dubbio sulle unioni dei comuni: “La gestione dei vari servizi diventa problematica, per questo abbiamo presentato un emendamento”. Importante per Bertani il lavoro fatto nel rapporto tra polizia locale e volontari, “ma manca ancora la parte riguardante la collaborazione con la vigilanza privata”.

La riforma della Polizia locale trova il favore di Forza Italia che con Andrea Galli ha sottolineato il proprio assenso su “alcuni step in particolare: chiamarli non più vigili, ad esempio, ma polizia locale, uniforma i territori e dà riconoscimento a chi svolge questo ruolo importante anche di contatto tra amministrazione e cittadini. Il fondo per gli oneri di difesa che credo sia stupefacente che ancora non ci fosse. Gli agenti spesso rischiano la vita quindi l’esistenza di un fondo che possa aiutarli, specie in fase legale, è indispensabile. Finalmente, poi, vengono elencati gli strumenti di tutela: fino a poco fa, usare la parola manganello era impensabile per la sinistra”.

Igor Taruffi, consigliere regionale di Sinistra Italiana, ha specificato come “la preparazione, la qualificazione e il processo di selezione siano elementi fondamentali. Il fondo assicurativo è una risposta a chi lavora- ha continuato Taruffi- per garantire servizi fondamentali. L’introduzione di strumenti di autotutela è un altro elemento che aggiorna la legge ai tempi, però quando si parla di sicurezza dovremmo misurare le parole, perché l’Emilia Romagna non è il Bronx e non ci sono aree fuori controllo. Piuttosto, pensiamo ai problemi di organico: sappiamo che il rapporto dovrebbe essere di un agente ogni mille abitanti e spesso non viene rispettato. Questo è un problema e ne ho sentito parlare poco e marginalmente. Da figlio di un comandante della polizia locale ho sentito frasi del tutto fuori luogo: la vicinanza delle istituzioni non si misura con i proclami ma con i fatti”, ha chiosato Taruffi.

Lato Lega nord Matteo Rancan ha voluto rimarcare il parere positivo al testo di legge da parte del Carroccio: “Troppe volte queste persone vengono considerate come quelle che fanno le multe- ha specificato nel suo intervento in Aula- e poche volte non vengono utilizzate per fare sicurezza. La Polizia locale deve essere equiparata a chi fa sicurezza ad altri livelli. A prescindere dai grandi comuni, che hanno numeri diversi, in quelli più piccoli la polizia locale è davvero una risorsa: pensiamo ai controlli di vicinato e a ogni tipo di controllo. Apprezzerei che nella giunta regionale- ha chiuso- ci fosse un assessore alla Sicurezza, cosa che in altre Regioni c’è”.

Michele Facci del Movimento nazionale per la sovranità ha voluto specificare, nonostante il proprio parere positivo alla norma, la “necessità di dare alla polizia locale strumenti più adeguati viste le aree di intervento previste dal testo di legge (lotta alla prostituzione, lotta all’abusivismo commerciale, ndr)”. Parere positivo anche per la nuova figura dello street tutor con una postilla: “Servirebbero maggiori elementi di difesa”. E sugli emendamenti presentati: “In uno chiedo che non venga lasciata discrezionalità ai comandi di dotarsi di mezzi di autotutela, ma che siano obbligatori, in modo che non ci sia difformità nei differenti corpi e nei differenti poliziotti locali. Inoltre ho presentato una risoluzione nell’ottica di garantire da una parte maggiore sicurezza al territorio, dall’altra di andare incontro a un giusto riconoscimento di queste nuove funzioni che vengono affidate. Quindi ci faremo portavoce in parlamento per sollecitare una equiparazione dell’inquadramento tra le forze di polizia locale e le forze della polizia di Stato”.

Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia ha attaccato la maggioranza che “si ostina a non ammettere che i problemi di sicurezza ci sono e ha lasciato che crescessero indisturbati. L’unica risposta seria- ha affermato- è il presidio del territorio e la certezza della pena con pattuglie armate che presidino le strade. Auspico anche che il nuovo governo rimetta mano alla legge nazionale e chiedo di dotare la polizia locale degli stessi strumenti degli altri corpi. Ordine e sicurezza si possono fare, basta volerlo”.

Il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha affermato: “Affrontiamo in modo adeguato un tema che non dovrebbe avere nessuna divisione politica. Abbiamo introdotto elementi innovativi: è una legge che potrà avere una valenza nazionale”.

(Margherita Giacchi/ Andrea Perini)

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